

VITERBO – Impavidi e spregiudicati. Hanno agito in pieno giorno senza esitazione. Nonostante, è noto, non si torni mai sul luogo del delitto. Ma, loro, ci sono cascati convinti che, come nel mese di agosto, nella bella villetta in via Due Casali non ci fosse nessuno. E, infatti, grazie ad un’operazione riuscita brillantemente sono stati ammanettati dai poliziotti di Squadra mobile e Volante, coordinati rispettivamente da Fabio Zampaglione e Alba Milioni.
I tre banditi G.C., viterbese 40enne; E.B., e M.P., rispettivamente di 31 e 30 anni, entrambi di origine albanese e pregiudicati, hanno patteggiato ieri mattina in tribunale. I primi due sono già tornati in libertà per via della condizionale; mentre M.P. dovrà scontare un anno e tre mesi nel carcere di Mammagialla. “Lo straniero è stato denunciato anche per violazione delle norme sull’immigrazione”, hanno spiegato gli investigatori. Che, ammettono, “le indagini non sono concluse.
Sì, perché c’è il forte sospetto che la banda sia autrice di altri furti e rapine messe a segno nel capoluogo. “Stiamo comparando diversi elementi investigativi che abbiamo raccolto precedentemente”, dicono. “Abbiamo motivo di credere che i tre siano responsabili di altri crimini commessi sul territorio provinciale”.
Nel frattempo, il questore Gianfranco Urti ha potenziato i controlli, così come anche dal Comando provinciale dei carabinieri è stato predisposto un dispositivo mirato ad arginare i reati contro il patrimonio che, in questo periodo dell’anno in particolare, si intensifica sistematicamente.