

“Energie rinnovabili, non si stacca la spina alle imprese”. E’ lo slogan della campagna promossa dalla Cna contro il decreto legislativo che ha cambiato le regole in corsa, creando una situazione di grande incertezza e producendo il blocco dei finanziamenti da parte delle banche, con la conseguente sospensione delle attività di tante piccole imprese anche nella Tuscia.
“Siamo molto preoccupati. La decisione del Consiglio dei ministri deve essere subito modificata, per impedire che l’unico settore con buone performance in termini di incremento del fatturato e di posti di lavoro subisca un colpo mortale”, afferma la segretaria provinciale della Cna di Viterbo, Luigia Melaragni. L’associazione degli artigiani e delle piccole imprese chiede al governo di essere coerente con le scelte operate nel 2010 e di ripristinare le condizioni del “conto energia”, affinché gli operatori possano dare corso agli investimenti programmati.
E, in occasione dell’incontro con il ministro Paolo Romani al Ministero dello Sviluppo Economico, è stato Ivan Malavasi, presidente nazionale della Cna, ad avanzare, a nome di Rete Imprese Italia (il soggetto unitario di rappresentanza dell’imprenditoria diffusa), quattro proposte volte a restituire tranquillità agli operatori: emanazione di una clausola di transizione che dia certezza agli investimenti in corso, consentendo di mantenere fino al 31 maggio 2012 le condizioni fissate dalla normativa precedente; definizione di nuovi obiettivi di potenza elettrica da fonte rinnovabile e da fotovoltaico, in alternativa ai ventilati tetti alle risorse o alla potenza installata; salvaguardia per i piccoli impianti di produzione “a tetto” delle famiglie e delle micro e piccole imprese artigianali, commerciali, turistiche e dei servizi; razionalizzazione e riformulazione delle voci che nella bolletta elettrica sono destinate al finanziamento della gestione degli impianti.