

'Nel 2011 il numero dei furti di rame nelle ferrovie del Lazio è stato di 248, pari a 186.828 chili di metallo per un danno di 1 milione 203mila euro'. Ad andare regolarmente in tilt sono state la Fr3 Roma-Viterbo, la tratta dell’alta velocità Roma–Napoli e la Fr1 Fara Sabina-Roma-Fiumicino Aeroporto.
Il business che ruota intorno ai furti del rame nel comparto ferroviario si attesta intorno ai 2500 cavi elettrici dell’Enel e di 3300 linee della Telecom, solo nel 2011. Proprio la regione Lazio è la prima nella triste classifica dei furti dell’oro rosso con un impressionante numero di treni coinvolti e relativi minuti di ritardo (1315 treni per un accumulo di 377 ore).
Per questo motivo il ministero dell'Interno sta cercando di porre un freno all'asportazione con la firma di un protocollo per l'istituzione dell'osservatorio nazionale sui furti di rame: il piano prevede il monitoraggio giornaliero, la valutazione e l'analisi delle continue sottrazioni del prezioso metallo e alle attività di criminalità ad esso legate.
L'osservatorio analizzerà i movimenti dell'oro rosso anche grazie a strategie telematiche di prevenzione e contrasto dei furti con un copper ebook (manuale contenente le tipologie esclusive e le relative caratteristiche tecniche dei cavi di rame, utilizzati dalle ferrovie di Austria, Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Olanda, Romania, Slovacchia e Gran Bretagna).
L’e-book, disponibile sul sito www.railpol.eu, consentirà anche agli addetti ai lavori di verificare la provenienza del metallo evitando acquisti che si tramutano in ricettazione. Questo strumento è stato elaborato dalla polizia di Stato attraverso il servizio di polizia ferroviaria e permetterà a tutte le forze di polizia europee di poter riconoscere, in caso di controlli di carichi di metalli, la provenienza di cavi di rame non appartenenti al proprio Paese.