ANNO 27 n° 266
FRATICELLI: SUBITO UN NUOVO CDA CONDIVISO A TALETE

VITERBO – “Avevo messo il mio mandato nel Cda di Talete a disposizione di Marcello Meroi, in qualità di presidente dell’Ato, il giorno stesso che ho ricevuto le deleghe da assessore provinciale. Poi, a seguito della decisione di Roberto Corbo di dimettersi dalla presidenza della Spa, insieme a Luca Di Carlo, abbiamo deciso di dimetterci per aprire una nuova fase nella gestione di Talete che, bisogna sottolinearlo, dopo la Asl è la più grande azienda del territorio”.

 

Così Giuseppe Fraticelli spiega le ragioni che oggi pomeriggio (20 luglio) lo hanno indotto a rassegnare le dimissioni dalla società pubblica di gestione del servizio idrico integrato. E' stato il primo presidente della Talete e  né ha seguito passo passo la nascita e le fasi organizzative.

 

Lei che è stato fin dall’inizio uno dei pochi a credere nella gestione pubblica dell’acqua, cosa auspica per il futuro immediato di Talete?

“In primo luogo auspico che venga individuato un percorso condiviso da tutte le forze politiche e da tutti i comuni dell’Ato per arrivare al più presto alla costituzione di un nuovo Cda. Poi auspico che le istituzioni territoriali e la Regione Lazio sostengano sia dal punto di vista politico-amministrativo che finanziario la società”.

 

Quali dovrebbero essere i primi provvedimenti del nuovo Cda?

“Dare una forma organizzativa efficiente ed efficace al personale che è stato incluso in Talete. Si tratta di professionalità provenienti da diverse esperienze, sebbene tutte relative ai servizi idrici, che hanno grandi potenzialità e che sono in grado di garantire un servizio di altissimo livello. Ma vanno messe in condizioni di operare al meglio”.

 

Talete però si trova ancora ad affrontare problemi spinosi, come l’acquisizione del servizio in tutti i comuni dell’Ato e l’incorporamento per fusione di altre realtà, come il Siit, il Cobalb e la Robur, che svolgevano gli stessi servizi in passato?

“Io do per scontato che tutti i 58 comuni viterbesi e i 3 romani che costituiscano l’Ato debbano essere presi in carico di Talete. Se ci sono problemi, peraltro marginali rispetto all’importanza della posta in gioco, vanno risolti. Per quanto riguarda l’incorporamento di Robur, Siit e Cobalb va completato il percorso già avviato. Del resto il personale della Robur e del Sitt è già transitato in Talete. Bisogna però completare il percorso di incorporazione con buon senso e razionalità”.

 

Secondo lei Talete avrà un futuro?

 “Certo. Io sono tra quelli, per la verità non molti, che ci hanno creduto fin dal primo momento. E continuo a crederci. E, dal punto di vista politico, continuerò ad impegnarmi affinché la società abbia un futuro. Come sono sicuro che può e deve avere”.

 

L’incorporazione del Sitt e del Cobalb non dovrebbe incontrare soverchi ostacoli. E potrebbe essere agevolmente definita seguendo il percorso indicato dalle leggi in materia. Per quanto riguarda la Robur, invece, c’è un problema di 700-800mila euro da risolvere. Una volta acquisito il personale, infatti, Talete ha proposto poco meno di un milione di euro al Comune di Viterbo per il passaggio degli asset (avviamento, macchinari, know how).

Palazzo dei Priori  pretende 700-800mila euro in più di quanto offerto da Talete. E per rafforzare le proprie richieste ha emesso degli atti deliberativi su quella cifra.

 

Le posizioni sono quindi ancora distanti. Forse il nuovo Cda di Talete riuscirà a trovare un compromesso. Ma prima di trovarlo deve necessariamente essere nominato. E, allo stato, non sembra impresa da poco conto. Nell’accampamento del Pdl, le opposte fazioni interne stanno già mettendo a punto i rispettivi organigrammi. E altrettanto si accingono a fare nell’accampamento del centrosinistra. Entrambi sono pronti a cingere d’assedio la cittadella dell’acqua. Pubblica.

 

 

 

 




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