

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Roma, a seguito di articolate indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno effettuato il sequestro, ai fini della successiva confisca, di 2 unità immobiliari e 9 terreni – valore complessivo di 1.200.000 euro – ubicati nella provincia di Viterbo, nonché 12 conti correnti per un totale di circa 200.000 euro.
Le attività investigative, avviate successivamente all’esecuzione di alcune verifiche fiscali, hanno consentito, ai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, di individuare una società romana, operante nel settore dell’elisoccorso in convenzione con il servizio sanitario di alcune Regioni italiane, che ha sistematicamente omesso i versamenti relativi alle imposte dovute e alle ritenute fiscali per un totale di oltre 14 milioni di euro.
Le indagini hanno consentito di appurare che due fratelli, cittadini italiani residenti nella provincia di Viterbo, Alessandro Giulivi, di anni 50, nonchè ex sindaco di Tarquinia, e Giancarlo Giulivi di anni 49, rispettivamente Presidente e Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della società controllata, al fine di sottrarla al pagamento delle imposte, hanno ceduto, tramite numerosi passaggi societari ad un’altra impresa, indirettamente riconducibile agli stessi soggetti, il ramo d’azienda relativo all’attività di elisoccorso, ad un prezzo nettamente inferiore al valore reale. Entrambi sono stati denunciati per “sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte”. Pertanto, sulla base degli elementi acquisiti, il G.I.P.
Presso il Tribunale di Roma, al fine di garantire l’interesse erariale, ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca dei beni nella diretta disponibilità degli indagati. Il servizio rientra tra le iniziative attuate dal Comando Provinciale di Roma per il contrasto dell’evasione fiscale.
Riceviamo e pubblichiamo la smentita del legale dei responsabili della società di elisoccorso:
Faccio riferimento alla notizia apparsa oggi 25 giugno sul Vostro sito relativamente ad un sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza smentendo in modo categorico che i miei assistiti abbiano agito in frode al fisco. Il sequestro è stato operato ignorando che la società in data 31/12/2008 aveva presentato all'Agenzia della Entrate proposta di transazione fiscale. Il contratto di cessione di ramo d'azienda aveva altre finalità già chiarite dai miei assistiti al Pubblico Ministero inquirente dott.ssa Calabretta della Procura di Roma. Chi vuole frodare il fisco non chiede né sollecita accordi manifestando la volontà di sanare morosità pregresse causate esclusivamente dalla cronica inadempienza della Pubblica Amministrazione.
Avv. Vincenzo Militerni