ANNO 27 n° 266
Fruscii, 'ferro e fuoco': Johannes Dimpflmeier conquista Capodimonte
Inaugurazione il 27 agosto alle 18,00
25/08/2011 - 11:00

Dall'elegante Equilibrista che fluttua sul filo di metallo, all'enigmatica foresta cinetica di Waelder wollt ihr ewig singen?; dall'imponente Uomo col faro all'inquietante macchina Knisterius.

E ancora: quadri luminosi, tele meccanicamente 'animate', video-collage ed opere interattive e sonore.

In mostra dal 27 agosto alle ore 18,00 nello storico edificio della Cascina di Capodimonte, 'Ploetzlich wieder: all'improvviso, di nuovo': un viaggio dal 'fuori' al 'dentro', dal reale all'onirico.

Le opere accompagnano il visitatore su questo percorso e inducono l'incontro, all'improvviso con cose ed emozioni mai viste. Dimpflmeier viene spesso assalito dagli Archetipi e si trova costretto a materializzare i loro intenti: se contiene i loro messaggi, allora l’opera è riuscita.

'Cos'è l'arte? Non lo so, la devo fare' – l'arte per Dimplfmeier è un impulso creativo irrefrenabile, che parte innanzitutto dall'idea tecnica. Ispirato dalle sculture mobiles di Kalder, coniuga la visione fantastica ed ironica del suo mondo personale con una forte conoscenza dei procedimenti tecnici e di materiali diversi come metalli vari, il legno, cavi elettrici e vecchi oggetti di riciclati.

Come un alchimista, plasma la materia grezza, che lentamente prende forma e la erige a oggetto, suono, opera. Macchine 'vive', piccole sculture girevoli, quadri, personaggi animati da congegni elettronici: un mondo che corre sul filo del gioco e del sogno. Un esempio, Waelder wollt ihr ewig singen? (IT: Foreste volete cantare in eterno?), in cui degli alberi mossi meccanicamente rappresentano la volontà dell’uomo di dominare persino le forze naturali. Quel che rimane (e che è sempre presente) è il fruscio, che nella poetica dell’artista corrisponde al caos, che è la culla della creatività. Un insieme di frammenti, uno diverso dall’altro, la cui somma rappresenta l’infinito.

 

Osservando le opere di Dimpflmeier non possiamo che partecipare, nella nostra fantasia, al racconto che Dimplfmeier ci propone, quasi volesse darci la prima frase di una storia in continuo divenire.

 

La mostra è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Capodimonte ed in collaborazione con l'Associazione Culturale La Porticella.

 

Cenni biografici:

Nato a Roma nel 1945 da genitori tedeschi, Johannes Dimpflmeier frequenta la Scuola Tedesca di Roma. Fa apprendistato di elettronica in Germania presso la SABA. Alla Folkwangschule di Essen studia Industrial Design. Dal 1987 vive e lavora in Italia, a Tuscania, dove ha il suo studio.

Per informazioni: 338 5782557, 338 4096308, 333 2207340, johannesdimpflmeier@gmail.com, laporticella@libero.it

Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 20.

Ingresso: 5 euro




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