ANNO 27 n° 266
Gaucci: "Tornare nel mondo del calcio? Mi piacerebbe"

“Adesso mi sto riposando. E mi guardo intorno. Ma il prossimo anno vedremo. Tornare nel mondo del calcio mi piacerebbe. Chi me lo vieta? Sono un uomo libero”. Luciano Gaucci. L’intramontabile, indomabile Luciano Gaucci.

Nel giorno dell’uscita della sua biografia, consegna al ‘Corriere dell’Umbria’ un’esclusiva che per certi versi ha del clamoroso: “Sì, sto valutando la possibilità di tornare alla guida di una grande società”. Roma. Ristorante La Capricciosa. Via del Corso.

Seduto al tavolo col direttore del Corriere Anna Mossuto, l’agente Fifa Sabatino Durante, la moglie Jaira e l’ultimo figlio Cristopher, l’uragano Lucianone parla per oltre duecento minuti, racconta un bel pezzo della sua vita e una Grifo-story che somiglia più ad un romanzo che ad una vicenda di calcio.

Dallo scudetto da vice presidente della Roma, ai giorni bui del crac del Perugia e della fuga a Santo Domingo, soffermandosi a lungo sulle pagine biancorosse, croce e delizia della sua lunga avventura sportiva. Tornare nel calcio. Ma dove? Con chi? “Voglio una grande piazza - ammette - una delle più importanti”. Di contatti non dice una parola, ma sottolinea che “... mi piacciono molto Verona e Bologna. Non scrivete però che ci sono trattative in corso perché per il momento non è vero”.

In forma smagliante Lucianone sciorina aneddoti ed episodi curiosi, lancia frecciate velenose ed accarezza calciatori e tecnici con cui è rimasto legato. Un fiume in piena che per essere raccontato avrà bisogno di diverse pagine (nelle edizioni dei prossimi giorni).

Ma non solo Perugia. Parla ad esempio della Nazionale, bastonando il commissario tecnico Marcello Lippi: “Non voglio interferire negli interessi azzurri, ma da libero uomo di calcio voglio dire una parola sul comportamento tenuto nei confronti di Marco Materazzi. Forse qualcuno ha dimenticato che la testata di Marco ci ha fatto diventare campioni del Mondo.

Come si fa a non convocarlo più? Il commissario tecnico li ha chiamati tutti, ha provato anche i morti e perfino sette giocatori della Juventus contemporaneamente, ma non l’uomo che gli (e ci) ha fatto vincere la Coppa. La sua presenza nel gruppo sarebbe fondamentale anche senza giocare. Sarebbe un punto di riferimento. La gratitudine nella vita è fondamentale. Non puoi far fuori uno che ti ha fatto diventare campione del Mondo”.

E poi il Perugia, tra una telefonata a Giunti e una a Rapajc, tra i saluti ad Atzori e i complimenti allo stesso Materazzi: “Il Grifo ha 9 punti, sta facendo bene, cosa volete di più? Con chi gioca domenica prossima? Magari vince ancora. Quante soddisfazioni con i colori biancorossi...Mi ricordo quel giorno al Curi...”. E Perugia, Perugia, Perugia. Per scrivere pagine, pagine, pagine. Lo faremo nei prossimi giorni




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