

"E' tranquillo, ha sempre detto la verità e continuerà a ribadirla anche durante la deposizione in aula". Così l'avvocato Mario Rosati, legale di Paolo Esposito, all'uscita dal carcere di Mammagialla.
"Sono appena stato a trovare il mio assistito. E' sereno - ha commentato - perché ha fiducia nella giustizia, che saprà riconoscere la sua totale estraneità alle accuse che gli sono state mosse". L'elettricista di Gradoli, finito dietro le sbarre il 1° luglio del 2009, era stato arrestato perché ritenuto l'assassino della compagna Tatiana Ceoban e della figlia adolescente Elena, insieme all'amante cognata Ala.
"L'unico fatto su cui Esposito ha mentito all'inizio è sulla presenza di Ala". Che, il giorno della scomparsa delle due donne (avvenuta il 30 maggio 2009), era nella sua villetta in località Cannicelle. "Si vergognava", ha detto l'avvocato Rosati, in attesa dell'udienza di domani. "Siamo estremamente tranquilli. Non dobbiamo studiare particolari strategie: basta dire la verità. E la verità è che Esposito, sempre sia vero che Tatiana ed Elena sono morte, è assolutamente innocente", ha proseguito Rosati, forte anche degli ultimi risultati su quelle macchie puntiformi rinvenute nella cucine di Cannicelle. "Si tratta di Skifidol, una sorta di gelatina colorata con cui giocavano Elena e la piccola Erika. Tanto è vero - ha aggiunto Rosati - che non ci sono soltanto tracce rosse, ma anche blu e gialle. Tra l'altro questo gioco delle bambine faceva arrabbiare Tania, che puliva ripetutamente i muri".