

“Verde Pensile in ambiente mediterraneo: sfide ed opportunità”: per la prima volta a Viterbo si è tenuto un seminario sui giardini pensili. A tenere a battesimo un argomento, che nei paesi del nord Europa sta diventando sempre più uno stile di vita, la dottoressa Maria Elena Provenzano, agronomo, che ha svolto un dottorato di ricerca sulla tematica del verde pensile presso l’Università della Tuscia e l’Università di Sheffield, lavorando a stretto contatto con l’esperto di fama mondiale Nigel Dunnett.
Dopo alcuni cenni storici che hanno contestualizzato la tematica, la dottoressa Provenzano ha illustrato tutti gli esempi moderni di verde pensile nel mondo, toccando le principali capitali che hanno abbracciato questa tecnologia verde in virtù dei numerosi vantaggi pubblici e privati che offre: risparmio energetico, riduzione dell’effetto “Isola di calore”, miglioramento della qualità dell’aria, regimazione delle acque meteoriche, riduzione dell’impatto ambientale e salvaguardia della biodiversità.
Ha illustrato anche le tecniche d’impianto, le problematiche, le considerazioni, i risultati scaturiti dalle sue sperimentazioni e dai suoi studi, corredati da grafici e immagini.
L’argomento ha suscitato vivo interesse e curiosità tra i partecipanti che hanno posto domande e chiesto chiarimenti . “”Qualcosa si muove anche da noi – ha detto la Provenzano - nella direzione di una cultura del verde e di una concezione più sostenibile delle città, e, come disse uno dei pionieri del verde pensile, l’architetto Hundertwasser, <L’uomo sui tetti deve restituire alla natura ciò che ha ingiustamente sottratto costruendo le case>”.
Il seminario si è tenuto presso il vivaio Michelini, organizzato dall' AiCu (Associazione Italiana curatori di parchi, giardini ed orti botanici).