ANNO 27 n° 271
Giornata dedicata al ricordo del poeta dialettale Titta Marini

E’ ancora forte il ricordo del poeta dialettale Titta Marini nella cittadina tirrenica. Tarquinia ha, infatti, reso omaggio al suo illustre cittadino partecipando con trasporto e affetto alla giornata ricordo organizzata dall’assessorato alla cultura, nell’ambito della manifestazione “Tarquinia a porte aperte - Un museo nella città”.

Ad aprire l’evento di sabato 18 ottobre, è stata nella mattina la cerimonia per la collocazione della stele dedicata al poeta nel cimitero monumentale di San Lorenzo. Stele che merita una menzione. La lapide, dalla storia centenaria, era in possesso da decenni della famiglia Corridoni e la stessa famiglia, all’inizio di quest’anno, l’ha gentilmente donata al comune di Tarquinia (l’amministrazione comunale ringrazia vivamente la famiglia Corridoni per il gesto), nella persona dell’assessore ai servizi sociali Enrico Leoni, che ha poi provveduto alla sua sistemazione nell’ingresso del camposanto.

A seguire nel pomeriggio, in una sala consigliare gremita di pubblico, si è tenuta la presentazione dell’opera “Titta Marini - tutte le poesie”, a cura di Maurizio Brunori. In serata, si è infine svolta una visita nella casa del poeta in località Fontana Nuova, dove sono state lette alcune delle sue poesie più conosciute. Tutte le iniziative sono state presenziate dal sindaco Mauro Mazzola, dall’assessore alla cultura Angelo Centini, dalla giunta comunale e dal presidente del consiglio comunale Alessandro Dinelli.

“E’ stata una grande emozione. - afferma il sindaco Mazzola - La città ha risposto con calore, tanto che alla presentazione del libro, la pur grande sala consigliare ha accolto con fatica le tantissime persone venute per rendere omaggio al nostro illustre cittadino”. Parole di soddisfazione sono quelle dell’assessore Centini: “Titta Marini è stato un attento e inflessibile osservatore dei vizi e delle virtù degli esseri umani, fissati nei suoi versi ironici, sarcastici, al limite dell’invettiva, con un talento raro, che gli ha permesso di conseguire prestigiosi riconoscimenti, tra i quali il “Lauro Tiberino”.

Premio che, prima di lui, fu assegnato soltanto a un altro poeta vernacolare il cui nome era Giuseppe Gioacchino Belli”.




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