Giornata funesta per le morti sul lavoro
Riceviamo e pubblichiamo:
Quanto accaduto ieri sul fronte di una giornata sfortunata per le calamità sul lavoro, con sei morti, un operaio in coma e altri due feriti, ripropone un argomento assolutamente allarmante e più che mai attuale, che scarica i suoi dolorosi effetti su moltissime famiglie e, a volte, su intere comunità.
Il nostro territorio non è indenne da questo disgraziato fenomeno, con tanto di incidenti sul lavoro, soprattutto in agricoltura che, spesso, si sono trasformati in tragedia per le persone che attendevano alla propria occupazione a sostegno dei bisogni delle loro famiglie, il più delle volte riscuotendo modesti salari.
I Lavoratori, ancora oggi, sono le prime vittime di un sistema che non riesce a correggere la rovinosa formula delle leggi inapplicate in materia di sicurezza sul lavoro, dei diritti negati e della scarsa prevenzione, elementi, questi, che continuano a rendere pericoloso il lavoro in Italia più che altrove, per diverse cause come per diverse ragioni.
Morire sul lavoro sembra “socialmente” sopportato, nonostante la puntuale reazione del mondo politico e sindacale, messa in atto in occasione dei molteplici eventi luttuosi ma che, poi, si traduce rapidamente in un distaccato ricordo, cosa ben diversa da quello che è il vuoto incolmabile e l’immenso dolore dei familiari delle vittime.
Pertanto, affinché queste morti non si ritengano di serie B, cerchiamo di non abituarci a certe notizie e a certi numeri, anche se, nella società di oggi, morire sul lavoro sembra non fare spettacolo e sembra non spostare voti per favorire questo o quel Governo. Dietro queste tragedie ci sono sempre comportamenti irresponsabili o, peggio ancora, criminali, tanto da rendere ardua la soluzione del problema, di questo tragico problema che, oggi come non mai, avrebbe bisogno della reazione degli stessi cittadini chiamati ad una disamina profonda del fenomeno e contribuire fattivamente con maggiore coscienza civile, affinché non sia abbia a contare ancora morti sul lavoro, accompagnate, poi, da molto dolore, rabbia e tanta rassegnazione.
Il cosigliere gruppo Pd
Roberto Talotta