

Si acuisce lo scontro tra Agazio Mario Polito, il pensionato viterbese, ex insegnante, cui l’Inpdap ha di fatto tolto la pensione per rientrare da un credito. Scontro che si è poi esteso anche alla magistratura, in quanto Polito ha dapprima denunciato alla Procura della Repubblica di Perugia (competente per legittima suspicione sui magistrati del capoluogo della Tuscia) il giudice dell’esecuzione Vilma Passamonti, che aveva accolto a richiesta dell’Inpdap, e poi il collegio che, in sede di reclamo, ha confermato l’ordinanza.
La vicenda ebbe inizio nel novembre del 2009, quanto l’Inpdap ottenne il sequestro delle somme depositate sul conto di Polito presso Poste Italiane. Contro il provvedimento, il pensionato, invalido al 100% per causa di servizio , da allora praticamente mantenuto dalla sua badante ucraina, ha presentato ricorso al tribunale di Viterbo. Ma i giudici, il 30 settembre scorso, lo hanno rigettato. Da qui la decisione di Polito di denunciare anche i componenti del collegio e di inviare copia dell’esposto al Csm e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’Inpdap vanta nei confronti del pensionato un credito di circa 4.800 euro, dovuto alle spese di giustizia per una lunga controversia vinta dall’istituto.
Ma anziché pignorargli solo al somma dovuta, sostiene Polito, il giudice dell’esecuzione ha autorizzato il blocco di tutte le somme versate sul conto, lasciandolo con poche decine di euro a sua disposizione.
“Ad oggi – dice l’interessato – sono ancora privo della pensione, mia unica fonte di sostentamento. Ma ho anche subito una gravissima ingiustizia da parte dell’Inpdap e, soprattutto dei magistrati. Per questo ho deciso di querelare tutti e di rivolgermi anche al Csm. Spero che qualcosa si muova e che possa tornare a una vita dignitosa