ANNO 27 n° 273
Gradoli: il dna estratto dal sangue trovato in cucina è quello di Tatiana

Il dna estratto dal sangue rinvenuto nella villetta di Gradoli è quasi certamente quello di Tatiana.

Ci sarebbero il  97% delle probabilità che appartenga alla donna moldava di 36 anni scomparsa nel nulla il 30 maggio scorso insieme con la figlia Elena di 14 anni.

Con minori probabilità, invece, il dna potrebbe appartenere alla figlia Elena o alla sorella di Tatiana, Ala.

Comunque, le tracce ematiche provengono dal ceppo famigliare della donna. Sono i risultati degli accertamenti eseguiti dai carabinieri del Ris sulle tre piccole macchie ematiche trovate nella cucina della villetta in cui vivevano le donne: una sulla parete, la seconda dietro un battiscopa e la terza sulla porta.

Per risalire al dna di Tatiana e della figlia, che non erano a diposizione degli investigatori, il Pm titolare dell'inchiesta ha fatto eseguire dei tamponi salivari alla madre e alla sorella della donna.

Lunedì prossimo il tribunale del riesame discuterà il ricorso presentato dai difensori di Paolo Esposito, compango di Tatiana, arrestato con l'accusa di duplice omicidio volontario e aggravato. A loro parere gli indizi a suo carico sarebbero estremamente labili e, quindi, non ci sarebbero i presupposti per la carcerazione.




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