ANNO 27 n° 271
GUERRA TRA PRODUTTORI POMODORO E INDUSTRIE

VITERBO – E’ guerra senza esclusione di colpi tra i produttori di pomodoro da industria della Maremma Viterbese e le imprese di trasformazione che, secondo la Coldiretti, stanno ritirando con esasperante lentezza e con una valutazione della qualità definita “non congrua e spesso vessatoria” il milione di quantili di prodotto della stagione 2010.

“Le aziende agricole – spiega Daniele Nassi, presidente della sezione Coldiretti di Tuscania - dopo aver coltivato il pomodoro programmato con le industrie di trasformazione, come obbligano le normative comunitarie, si vedono negata la possibilità di conferire il prodotto. Un'annata che si era presentata sotto i migliori auspici per quantità e qualità – aggiunge - rischia di essere compromessa da atteggiamenti che mettono in discussione le condizioni pattuite e danneggiano i coltivatori”.

Secondo il rappresentante della Coldiretti “è indispensabile ed urgente che le istituzioni vigilino sull'applicazione e sul rispetto dei contratti e delle norme, isolando e marginalizzando li viola”. Ad avviso di Nassi, dietro l’atteggiamento delle industrie di trasformazione ci sarebbe la volontà “di far passare per italaino ciò che italiano non è”. Lo dimostrerebbe l’ultimo sequestro eseguito a Reggio Emilia, dove un’impresa ha messo in commercio buste di doppio concentrato di pomodoro cinese etichettandolo come italiano”.




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