

VITERBO - Musica hard-tek e tennis, rave party e fumo, anarchia e chat, goliardia e ribellione confusa: Fabrizio Filippi, ''er pelliccia'' per gli amici, non sembra un militante estremista a giudicare dalla sua pagina Facebook. Ma quell'estintore lanciato contro la polizia alla manifestazione degli Indignati, sabato scorso, e la sua foto divenuta l’emblema della guerriglia urbana che ha devastato Roma, testimoniano il pomeriggio di follia di un ragazzo di 24 anni. Forse problematico, ''una testa calda'' dicono a Bassano Romano, il paese dove abita e dove vive la sua famiglia, stimata da tutti, distrutta dal dolore per l’arresto di un figlio che si è rivelato ciò che i genitori non avrebbero mai sospettato.
''Volevo usare l’estintore per spegnere le fiamme'', si è difeso quando sono andati ad arrestarlo. Poi ha dovuto ammettere tutto. ''Sono pentito ma non sono un black-bloc. Probabilmente mi sono lasciato trascinare dagli avvenimenti'', ha confessato.
Figlio di una coppia di impiegati, iscritto a un'università telematica privata di Roma, facoltà di psicologia, Filippi nelle foto su internet appare magro e sorridente, i riccioli biondi scomposti. Diverso dal guerrigliero urbano immortalato in piazza San Giovanni con il volto prima goffamente travisato e poi scoperto, un tatuaggio in inglese sul fianco sinistro che l'ha smascherato definitivamente. Un black bloc di buona famiglia che gioca a tennis e cerca ragazze on line per ''relazioni passionali''. Con qualche piccolo precedente per droga.
Uno dei leit-motiv del suo profilo sembra essere una certa fascinazione per le esperienze al limite, come dimostrerebbero il suo film e il suo libro preferiti, ''Paura e delirio a Las Vegas'' e ''Quattro anni all'inferno''. Ma venerdì notte, prima del corteo, Fabrizio ha scritto su Facebook: ''L'unica cosa che ci rimane ... è la vita. Se sei disperato non fare lo sbaglio di buttarla via per paura di affrontare una vita da umile''. E la sera, dopo gli scontri, alle 21.23, l'ultimo post: ''Preferisco soffrire piano piano''. Nichilismo temperato, il suo.
Al posto della foto nella pagina principale del profilo una serie di vortici, come quello in cui è finito il giovane di Bassano Romano, che rischia una pesante condanna per le violenze di piazza. ''Emarginato perché odio lo Stato'', ‘''Straniero nella mia nazione'', scriveva Filippi. Che affastellava citazioni di gruppi rap italiani come Noyz Narcos o Frankie HiNrg, ma anche di Adolf Hitler, inni alle bevute e allo sballo e riflessioni tipo ''Sono in guerra con qualcuno ma non so chi in realtà''.
I genitori di Filippi sono a terra. ''Pensavo che sabato fosse all'Università'', ha detto il padre. ''Non farebbe male a una mosca'', assicurano i parenti. La famiglia è benvoluta e impegnata nella comunità in cui vive. Il fratello di Fabrizio, Giuseppe, meteorologo di 30 anni, è stato candidato alle comunali del 2006 per una lista civica collegata a Rifondazione Comunista. Il padre e la madre del giovane fermato avrebbero collaborato con la polizia, dopo aver visto le foto del figlio.
La Tuscia ha una forte presenza anarchica e in passato la zona è stata obiettivo di operazioni della Digos, ora nuovamente al lavoro anche dopo gli scontri di sabato. Ma tra le persone che ispirano Fabrizio su Facebook ci sono, provocatoriamente, i miti del porno Rocco Siffredi e Cicciolina, il mostro di Firenze e Jack lo Squartatore, oltre alle migliori frasi della serie tv ''Romanzo Criminale''.
''La merda più la giri e più puzza'' è la ''filosofia di vita'' nonché citazione preferita dal giovane.
Notizie correlate