ANNO 18 n° 266
I postini in piazza: ''Manca il personale''
Sabato 5 aprile i portalettere distribuiranno volantini ai cittadini
02/04/2014 - 13:49

VITERBO – ''Adesso vi scriviamo noi''. Scatta la protesta dei portalettere della Tuscia. Vestiti di giallo, saranno in piazza sabato 5 aprile per far capire ai viterbesi il motivo dei ritardi con cui la posta viene consegnata e i disagi con cui sono costretti quotidianamente a convivere. Una iniziativa targata Cgil Slc, Uil poste e Ugl comunicazioni che con i delegati delle tre sigle Pompilio Amatucci (l'ideatore), Antonello Dore e Lorenzo Casciani punta a coinvolgere la cittadinanza: il mercato del Sacrario, Corso Italia, via Matteotti saranno le zone in cui si concentrerà la ''discesa'' degli operatori che distribuiranno delle lettere: volantini fronte/retro indirizzati ai cittadini, che poi sono gli utenti ultimi del servizio postale.

Un servizio di poca qualità: viene recapitata con la giusta frequenza solo la posta necessaria (raccomandate e abbonamenti ai quotidiani). Il resto va in giacenza e viene consegnato con ritardo, con tutti i disagi che derivano. Disservizi che vengono denunciati dai cittadini che, però, non sanno. Non conoscono le condizioni di lavoro, non sono a conoscenza del fatto che l’azienda ritiene che ci siano esuberi, quando in realtà le zone di recapito sono state tagliate - e quindi più grandi da gestire -, i titolari di zona non sono nominati e alcuni portalettere vengono trasferiti in altre province.

''La mancanza di personale è la madre di tutti i problemi - spiega Antonello Dore, delegato Uil poste che ha seguito a luglio 2013 il tavolo tecnico della riorganizzazione -. A livello regionale è stata decisa una rimodulazione delle zone di recapito. Tagli che in teoria segnalano esuberi, ma che in realtà impongono fette di territorio più ampie da gestire per i portalettere che materialmente non riescono a smaltire la posta''.

Per quanto riguarda Viterbo e la sua provincia le zone tagliate sono venti (cinque solo nel capoluogo che comprende Vetralla, Vitorchiano, Grotte Santo Stefano e Soriano nel Cimino): ''Ogni zona deve avere un titolare e di conseguenza una scorta: se non ci sono titolari vengono a mancare anche le scorte - argomenta Dore - . Le situazioni più critiche sono quelle di Viterbo città, di Canino, di Nepi, di Vallerano. Ecco perchè viene consegnata solo la posta più importante, mentre il resto viene lasciato in giacenza e poi recapitato anche con cinque giorni di ritardo. Una situazione difficile da sostenere. Ecco perchè scendiamo in piazza, perchè vogliamo che la gente sappia le nostre condizioni di lavoro. Per noi le poste sono un servizio universale e un patrimonio di tutti i cittadini''.

Altra questione riguarda gli esuberi: ''Dopo il taglio delle zone effettivamente ci sono degli esuberi (500 in tutto il Lazio, n.d.r.), ma anche queste persone sono state ricollocate male: ci sono colleghi reatini e viterbesi che sono stati trasferiti a Roma, quando invece c'è necessità in città con gli uffici che vanno in sofferenza''. La classica coperta corta che alla fine lascia tutti al freddo.




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