

Riceviamo e pubblichiamo
Il mondo della destra giovanile oggi preme il tasto “pausa” per ricordare la figura simbolo di Jan Palach, uno dei fari che da quasi cinquant’anni illumina l’orizzonte valoriale del Fronte della Gioventù prima, di Azione Giovani poi, della Giovane Italia oggi.
Celebrare questi simboli della libertà ci dà linfa vitale per continuare nelle nostre lotte e per riattizzare quegli imperativi morali che non dobbiamo mai perdere di vista nel nostro cammino umano e politico. Per questo oggi riteniamo giusto e doveroso fermare la nostra attività di militanza sul territorio per portare la figura di Jan tra i ragazzi delle scuole, che spesso ne ignorano addirittura il nome, commemorando con un monumento fai-da-te e un volantino quasi “didattico” la morte eroica di un martire dell’anticomunismo. Con questa iniziativa vogliamo raccontare ai liceali la storia di uno studente di filosofia cecoslovacco, di poco più grande di loro, che crede con tutto se stesso nel vento di libertà, di rinnovamento, di una democrazia che all’epoca significava antistalinismo, che vorticava nei giorni della Primavera di Praga.
Lo stesso studente che vede per tutta risposta le truppe sovietiche invadere la città, i militari reprimere le idee riformiste, i carri armati calpestare sprezzantemente le richieste di una maggiore libertà politica, di stampa e di espressione avanzate da un “socialismo dal volto umano”. Ma Jan non ci sta. Soltanto una cosa non poteva essere né invasa, né repressa, né calpestata: la sua sete di libertà.
È per questa sua sete di libertà che il 16 gennaio 1969, in piazza Venceslao, pieno centro di Praga, si cosparge il corpo di benzina e si dà fuoco con un accendino. Lascia una lettera, un breve testamento politico: "Poiché i nostri popoli sono sull'orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è formato da volontari che sono decisi a farsi bruciare vivi per la nostra causa. Io ho avuto l'onore di essere estratto a sorte per primo". L’onore di morire per un ideale di libertà.
E se oggi qualcuno chiedesse alla nostra generazione, post-Muro di Berlino, quali sono i valori fondanti del nostro credo, risponderemmo senza esitazione: amor di patria, onore, lealtà, difesa della vita e della famiglia, fratellanza, identità nella tradizione, impegno civile. Tutti diktat etici che vivono anche nel’esempio dell’eroe Palach che sacrificò se stesso per la sua Cecoslovacchia e per la nostra Europa.
GIOVANE ITALIA PROVINCIA DI VITERBO