

VITERBO - (d.s.) Quasi tremila fedeli viterbesi hanno partecipato al pellegrinaggio diocesano in piazza San Pietro a Roma. Hanno assistito alla catechesi del mercoledì che viene celebrata da Papa Francesco. Nonostante le avverse condizioni meteo in sessantamila hanno ascoltato le parole del Santo Padre. Dalla Tuscia hanno raggiunto la Capitale con ogni mezzo: i più organizzati quelli della parrocchia Santa Maria della Grotticella che sono arrivati a Roma in treno guidati dal parroco Don Pino Curre.
Già di prima mattina piazza San Pietro era gremita di fedeli che hanno sfidato il maltempo. Diverso sono stati gli scrosci di pioggia, ma la fede e la forza che il Santo Padre trasmette vincono tutto. Un grande momento di fede e raccoglimento: i viterbesi sono anche riusciti ad avvicinarsi al papa invitandolo a visitare la Tuscia. Francesco li ha salutati facendo il giro all’interno della papamobile scoperta: anche lui ha voluto vivere le sensazioni che provavano i fedeli.
Nell’udienza del mercoledì il Papa ha basato il suo discorso sul significato della parola chiesa cattolica universale: una chiesa che deve essere accogliente nei confronti di tutti: “La Chiesa è cattolica perché è lo spazio, la casa in cui ci viene annunciata tutta intera la fede – ha detto Francesco - , in cui la salvezza che ci ha portato Cristo viene offerta a tutti. La Chiesa ci fa incontrare la misericordia di Dio che ci trasforma perché in essa è presente Gesù Cristo, che le dona la vera confessione di fede, la pienezza della vita sacramentale, l'autenticità del ministero ordinato”.
Significativa la frase a proposito della diversità che deve essere una valore aggiunto per la Chiesa: “L’uniformità uccide la Chiesa, la varietà l’arricchisce”. L’invito è ad accettare “l'altro, accettiamo che vi sia una giusta varietà, che questo sia differente, che questo la pensa in un modo o nell'altro – ma nella stessa fede si può pensare diversamente – o tendiamo ad uniformare tutto? Ma l'uniformità uccide la vita. La vita della Chiesa è varietà, e quando vogliamo mettere questa uniformità su tutti uccidiamo i doni dello Spirito Santo”. Poi ha concluso indicando la Chiesa come la casa dell’armonia: “La Chiesa è cattolica, perché è la 'Casa dell'armonia' dove unità e diversità sanno coniugarsi insieme per essere ricchezza. Pensiamo all'immagine della sinfonia, che vuol dire accordo, armonia, diversi strumenti suonano insieme”.
Le foto sono state gentilmente concesse da Don Pino Curre