

VITERBO - Ha un colore viola tendente al nero, la sua buccia è più spessa e croccante, mentre il sapore rimane lo stesso e la polpa è di colore rosso: è il Sun Black, il cosiddetto "pomodoro nero", frutto del progetto di ricerca "Tomantho" che ha visto coinvolta l'Università della Tuscia insieme a quelle di Pisa, Modena e Reggio Emilia e la scuola superiore Sant'Anna sempre di Pisa.
Lo studio è stato presentato questa mattina al ristorante Villa San Michele di Vitorchiano e ha visto la partecipazione dell'assessore regionale alle politiche agricole, Angela Birindelli, il commissario Straordinario di Arsial, Massimo Pallottini, lo chef Lorenzo Iozzia ed il professore Andrea Mazzucato, che insieme a Gian Piero Soressi ha guidato il gruppo del dipartimento di Agrobiologia a Agrochimica dell'Unitus che ha proposto un vero e proprio "catalogo" di tipologie di pomodoro dalle forme e dai colori diversi.
In questo speciale ortaggio la buccia quando matura assume una colorazione viola tendente al nero a causa della presenza di pigmenti noti con il nome di antociani. Gli antociani sono potenti antiossidanti che contrastano la formazione dei radicali liberi e, quindi, rallentano il processo d’invecchiamento: sono gli stessi pigmenti presenti in altri vegetali come l'uva nera ed i mirtilli.
La ricerca non fa ricorso a tecnologia OGM, ma si basa sulla variabilità genetica esistente e tramite incroci e selezioni porta alla nascita di pomodori da mensa dotati di varie colorazioni. E' possibile, infatti, trovare pomodori completamente gialli, ricchi di vitamine e dal sapore più acidulo, o verdi, in cui si percepisce maggiormente la clorofillla, oppure arancioni, dove è forte la presenza di betacarotene.
"Questa varietà di pigmentazione e di sapore dà la possibilità di poter spaziare con la fantasia anche in cucina - ha commentato lo chef Iozzia - con la possibilità di poter presentare rivisitazione di ricette anche visivamente oltre che nell'aspetto del gusto".
"Il pomodoro Sun Black è un altro grande risultato degli studi prodotti dall'Università della Tuscia - ha affermato l'assessore Birindelli - una fra le istituzioni più importanti in campo agroalimentare dell'Italia. E' inoltre l'unico Ateneo nel Lazio a vantare una facoltà di agraria a cui la Regione Lazio ha affidato numerose ricerche, tra cui la lotta al cinipide del castagno e alla batteriosi del kiwi".