

Un comunicato stampa per pregare i viterbesi di “non parcheggiare nelle piazze e in tutte altre zone del centro storico dove vige il divieto di sosta”. Sembra incredibile, ma è così. Il Comune di Viterbo, con la sua vicesindaco e assessore alla Polizia locale Lisetta Ciambella, lo ha scritto davvero, chissà se pensando a monsieur de Lapalice o all’indimenticabile Catalano di Quelli della Notte (“È meglio lavorare poco e fare tante vacanze, piuttosto che lavorare molto e fare poche vacanze”).
Già, perché chiedere ai viterbesi di non parcheggiare dove c’è il divieto è il massimo della banalità, la sagra dell’ovvio: se c’è il cartello di divieto di sosta, è evidente che non si può parcheggiare, no? Il codice della strada l’hanno creato per questo, mica come utilissimo fermaporte. Sulle piazze storiche, poi, i divieti voluti dall'assessore al centro storico Ricci sarebbero addirittura severissimi, se solo qualcuno li rispettasse o li facesse rispettare: niente auto ventiquattro ore su ventiquattro.