

VITERBO - E' un'annotazione di servizio del 6 agosto dell'anno scorso, nel pieno delle indagini sul giallo di Gradoli e sulla scomparsa, il 30 maggio precedente, di Tatiana ed Elena Ceoban, madre e figlia.
Un ufficiale dell'Arma, nel suo testo, scrive che, secondo quanto riferito da Ala Ceoban, sorella di Tatiana, al momento di entrare in carcere a Civitavecchia, a Gradoli il giorno della scomparsa di Tatiana ed Eelena c'era "Kara Pjotr", ossia l'ex marito della donna e padre della figlia.
L'ufficiale, nell'annotazione di polizia giudiziaria chiede, senza mezzi termini, di attivare le procedure di una rogatoria internazionale, dichiarando anche la disponibilità sua, e dei suoi uomini, a recarsi all'estero, se ritenuto necessario.
Dove chiede di recarsi? Nella Repubblica Moldava, luogo di origine di Kara, di cui, tra l'altro, si dice che risulta essere stato residente a San Pietroburgo.
Un risvolto della vicenda che emerge adesso, a margine dell'udienza preliminare.