

VITERBO - Osservatore attento della mafia e della criminalità organizzata, il giornalista siciliano, prima di approdare al settimanale di De Benedetti, ha lavorato per il “Giornale di Sicilia”, ANSA e “La Stampa”. Unico cronista presente al momento della cattura di Bernardo Provenzano e il primo a redigere la notizia del blitz con tutti i particolari dell’arresto, Lirio Abbate per le sue inchieste ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, il Premio Enzo Biagi e il Premiolino.
Tra i suoi libri, il più noto è “I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento”, edito da Fazi nel 2007, che gli è valso il Premio Paolo Borsellino, i premi Capalbio e Santa Marinella e le “attenzioni” della malavita organizzata.
Minacciato dalla mafia infatti, vive dal 2007 sotto scorta, dopo il ritrovamento di un ordigno rudimentale sotto la sua auto nel capoluogo palermitano. Il suo impegno contro la criminalità passa anche attraverso “Trame Festival”, il primo evento culturale in Italia dedicato ai libri sulle mafie. Da un’idea di Tano Grasso e con la direzione artistica di Abbate, “Trame” è una rassegna che pone i giornalisti e le loro opere in trincea, nel cuore della Calabria e della ’ndrangheta, a Lamezia Terme, con lo scopo di scuotere un terremoto nelle coscienze dei calabresi, e non solo, e per dimostrare che in Italia ci sono molti operatori dell’informazione che la fanno bene mettendoci la propria faccia e la propria penna. A dimostrare che l’omertà non paga e che la cultura e l’informazione possono aiutare la società.
Il vero giornalismo d’inchiesta a Viterbo con Lirio Abbate: mercoledì 24 ottobre alle ore 18 sarà intervistato da Pasquale Bottone presso la Sala Conferenze della Biblioteca Consorziale di Viterbo, un appuntamento de “Il Salotto delle 6” realizzato grazie al contributo di Unindustria.