

Non è passato l’ambiguo tentativo di scippare lo scalo a Viterbo: Il Ministro Matteoli, in una dura lettera indirizzata al sindaco di Viterbo, al governatore della Regione Marrazzo e al presidente dell’Enac ha espresso il proprio sconcerto per il comportamento della Regione Lazio. Quest’ultima, in spregio ai precetti costituzionali e al codice della navigazione aveva recentemente - con delibera di giunta – localizzato a Frosinone uno scalo aeroportuale che, secondo l’impostazione dello studio di fattibilità, avrebbe dovuto avere una pista di volo lunga tra i 2.400 e 2.700 m e, udite udite, una capacità di traffico aereo prevista fino a 136 movimenti/giorno per un massimo di 5 milioni di passeggeri/anno.
In un'Italia che va a rotoli, i peggiori danni si fanno proprio con l'approssimarsi della fine dei mandati elettorali e, meglio ancora, quando i cittadini stanno in villeggiatura. Ma stavolta la Regione ha proprio esagerato: è addirittura entrata in società con la ADF (soc. Aeroporto di Frosinone), in barba alle promesse fatte da Marrazzo sul suo concreto impegno a favore dello scalo viterbese.
In buona sostanza, la Regione Lazio, in assenza di alcun confronto con lo Stato, e nonostante i pareri negativi di ENAC, ENAV e Ministero della Difesa, ha arbitrariamente decretato l’ubicazione di un ulteriore scalo aeroportuale “regionale” (sic!) in Ciociaria, e di conseguenza il Consorzio ASI per lo sviluppo industriale di Frosinone ha pubblicato l’avviso di avvio del procedimento preordinato di esproprio dell'area aeroportuale e intermodale di Frosinone.
Ma la doccia fredda non ha tardato ad arrivare, difatti, il Ministro dei Trasporti è prontamente intervenuto per bloccare l’iniziativa regionale: infatti, se fosse passato il ragionamento distorto della Regine Lazio, ogni regione avrebbe potuto autonomamente determinare l’ubicazione di uno o più aeroporti nell’ambito del proprio territorio, senza una direzione nazionale, che valuti i necessari requisiti tecnici e d’insieme finalizzati alla crescita ordinata e coordinata del complessivo sistema aeroportuale Nazionale. È pensare che paradossalmente le procedure di localizzazione aeroportuale sono state violate proprio dalla Provincia di Frosinone e dalla società Aeroporti di Frosinone. Tali soggetti, nel ricorso al TAR contro la decisione di localizzare il terzo scalo aeroportuale del Lazio a Viterbo, chiesero a gran voce il rispetto di quelle procedure che oggi hanno disatteso (o meglio provato a fare).
Nella lettera suddetta il Ministro ha ribadito che il prossimo settembre chiederà al Cipe di produrre un'apposita delibera programmatica attraverso la quale garantire le fasi realizzative dell'intero sistema aeroportuale già definite dai vari organismi, direttamente e indirettamente, interessati alla realizzazione dell'intervento.
È giunta una conferma ulteriore ed inequivocabile da parte del Ministro dei Trasporti, in rappresentanza del Governo, della serietà e della volontà di rispettare gli impegni presi per la realizzazione dello scalo di Viterbo.
L’assessore all’aeroporto di Viterbo Giovanni Bartoletti