

Riceviamo e pubblichiamo
Propongo una riflessione sul senso cristiano del Natale prendendo spunto dalle parole pronunciate da Benedetto XVI l’8 dicembre a Piazza di Spagna: “I media intossicano gli uomini”!
Per un vero Natale recuperiamo tutti i valori della tradizione cristiana del S.Natale
IL NATALE DI UN TEMPO.......
Tra tutte le feste dell’anno il Natale è sicuramente la più attesa non solo dai piccoli che ricevono i regali, ma anche dai grandi. Un tempo si festeggiava il Natale in modo semplice. La maggior parte della popolazione era costituita da contadini la cui vita nel periodo di Natale era molto diversa rispetto al resto dell'anno; non c'era infatti lavoro nei campi e perciò si aveva più tempo per trovarsi, raccontare e ricordare mille cose sorseggiando un bicchiere di vino caldo.
La sera della vigilia alcune persone giravano per le vie del paese portando una stella, cantavano e suonavano le pastorelle e sul carro si teneva una damigiana di vino, che veniva man mano riempita dai più generosi.
Le donne la sera della vigilia, con tanto amore e gioia, preparavano il pranzo di Natale con i semplici prodotti della terra (polli, conigli, patate).
Gli uomini accatastavano tanta legna per il fuoco, il ceppo più grande veniva messo a bruciare e doveva durare per tutto il Natale. Spesso c'era anche la neve alta, ma tutti dovevano assistere alla messa di mezzanotte. Il giorno di Natale, euforici e pieni di allegria, si alzavano molto presto e si scambiavano gli auguri. A mezzogiorno erano tutti a tavola. Il pranzo era in genere frugale: per le famiglie più
facoltose consisteva in tortellini, cappone o gallina ripiena e cotechino, ma molte erano però le persone che anche quel giorno si dovevano accontentare di un pò di latte con la polenta. Non vi erano illuminazione, alberi addobbati, vetrine con strenne e regali lussuosi; solo qualche modesto fiocco rallegrava alcuni alberi. Nella chiesa vi era un semplice presepio con un Gesù di gesso. I nostri nonni raccontano che, ai loro tempi, il Natale era la festa della famiglia e delle cose semplici ma importanti: stare insieme, aiutare i poveri, pregare uniti, ascoltare gli zampognari che suonano la “novena” casa per casa.
Oggi invece si corre tutti il rischio di banalizzare e impoverire il santo Natale. In questo periodo dell'anno, si pensa ad acquistare e a preparare sfarzosi addobbi, favorendo così lo sviluppo del consumismo e utilizzando il proprio denaro solo per regali spesso inutili.
Solamente alcune persone devolvono parte dei loro risparmi ad associazioni umanitarie, ricordandosi però solo in questo momento che nel mondo c'è molta gente che soffre e che ha un disperato bisogno di aiuto e di affetto.
Per questa festa si gioca a carte, si mangia torrone e panettone e si fanno nutrienti e sfarzosi pranzi e cene, tutte le vetrine sono addobbate con fili colorati, stelle e disegni. Le strade sono piene di luminarie. Nelle piazze e nelle case si fa l’albero di Natale e il Presepe.
Anche la televisione, con la pubblicità, fa vedere il Natale come una festa di cose da comprare e da consumare.
Forse sarebbe bene ricordarsi del vero significato del Natale, per sentirci tutti più vicini e vivere veramente nell’amore, nella fratellanza e nella solidarietà.
Per noi cristiani dicembre, invece, deve essere il mese più bello dell’anno, perché ricorda la nascita di Gesù Bambino, che volle “incarnarsi” nel nostro mondo povero, per farci capire che la ricchezza non dà la felicità. Natale allora diventa anche un modo per ricordare tante persone che vivono una vita disagiata, persone a cui manca ogni cosa, anche il necessario per sfamarsi. Natale è così la festa della nostra fede in Gesù di Nazareth figlio di Dio e Signore della nostra storia.
Il nostro tempo, ha ancora necessità di un “maestro” che, come duemila anni fa, attragga a sé l’umanità da Lui redenta. Il significato del natale sta qui. In questo bimbo di nome Gesù discusso ed esaltato; da alcuni oltraggiato e vilipeso, accolto e scacciato da tanta rabbia umana e ferocia. Il Natale ci ricorda una realtà, che ogni giorno provoca l’evento sempre presente e attuale, con cui il Figlio di Dio si sorprende Figlio dell’Uomo. Egli offre alla creatura una spiegazione e l’invito a cercare nel Verbo ciò che si desidera. Il guaio è che oggi molti sono disposti ad abolire l’ordine divino, “sradicando” ogni relazione con Dio e sostituendola con l’adesione verso idoli moderni. Il Natale, invece, indica che il Verbo nasce a Betlemme, ma rinasce, senza incertezze ed esitazioni, in noi tutti, che siamo figli della vita, grazie a Cristo.
A tutti, pertanto, in questo nostro tempo così difficile e complicato, l’augurio per la riscoperta di una festa così antica e bella che produca nei nostri cuori un fuoco di gioia e di speranza.
don Emanuele Germani
direttore Ufficio Stampa Diocesi di Viterbo