

VITERBO – E' andata come tutti, a parte qualche mente ottusa, sapevano che sarebbe andata: sarà ballottaggio tra il candidato del centrosinistra Leonardo Michelini e il sindaco uscente Giulio Marini. Quello che non era previsto è il vantaggio su Marini con il quale Michelini affronterà il secondo turno, l'11%. Un risultato sotto molti aspetti storico. Nelle precedenti quattro tornate elettorali, infatti, il centrosinistra è riuscito ad arrivare al ballottaggio solo 2 volte (le altre 2 il centrodestra, con Giancarlo Gabbianelli, è passato al primo turno), ma i suoi candidati avevano dei distacchi incolmabili: nel 1995, infatti, Enrico Mezzetti partiva dal 23%; nel 2008, Ugo Sposetti dal 33%. Al contrario, i loro antagonisti, Marcello Meroi contro mezzetti Mezzetti era al 40,5%, e Giulio Marini contro Sposetti era oltre il 49%. Michelini ha invece ottenuto 12.550 voti, pari al 36%, Marini insegue con 8.781 voti, pari al 25%.
Ma il risultato del primo turno delle comunali a Viterbo è andata secondo previsioni anche per gli outsider: il Movimento 5 stelle, così come avvenne per l’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini, è avviato verso una prematura estinzione. E anche questo era nell'ordine delle cose. Il ritorno a Viterbo di Beppe Grillo, con il suo show sempre uguale, non è riuscito a spostare un voto a favore di Gianluca De Dominicis (2.402 voti, pari al 7%) e della sua lista semiclandestina. La debacle dei pentastellati viterbesi fa il paio con quella collezionata dai grillini in tutta Italia.
E che dire della navicella di ''Viva Viterbo'', con al timone Filippo-Schettino Rossi, infranta sugli scogli elettorali al largo di Viterbo? E’ vero che Filippo-Schettino Rossi ha conquistato 4.159 voti, pari all'12%, ma è altrettanto vero che lui confidava in molto, molto di più. Tanto che Filippo-Schettino Rossi, sotto le mentite spoglie del fantino ''L'imprevedibile Rossetto'' si era autoattribuito la prima piazza al Gran Prix de le Palaz, con il 28% dei consensi. Pensava di ricevere in premio almeno la metà dei 100 sacchi di biada in palio, ma si dovrà accontentare, si fa per dire, di molto, molto meno. Oltre tutto, Filippo-Schettino Rossi e il suo sodale tal Giacomo avvocato Barelli del buco di Viterbo, non sono nemmeno sportivi. Dopo la batosta si sono rifiutati di rilasciare dichiarazioni a ViterboNews24 e, al momento delle fotografie, si sono girati di spalle o, se preferite, di culo. Ricchi gadget a chi trova le differenze.
Al di sopra delle previsioni, invece, il risultato di Chiara Frontini di ''Viterbo 2020'', che ha ottenuto 1736 voti, pari al 5,02%. Un dato che le assegna un ruolo non proprio secondario al turno di ballottaggio. E’ assai probabile, infatti, che venga ''corteggiata'' da destra a sinistra. Analoga la situazione di Gianmaria Santucci, candidato sindaco di ''FondAzione'', con 1.864 voti, pari al 5,28%. Risultato che lo tiene in ballo per il secondo turno. Anche lui potrebbe essere ''corteggiato'' dai due partecipanti al rush finale.
Anche Andrea Scaramuccia e La Destra, pur non entrando in consiglio comunale per una manciata di voti, probabilmente una novantina, hanno sfiorato il 3%. Troppo poco per ottenere uno scranno a Palazzo dei Priori, pur tuttavia molto più delle percentuali riportate di solito dal partito di Storace.
Se Frontini, Santucci e lo stesso Rossi sono qualcosa, tutti gli altri sono nessuno. I candidati alla carica di sindaco delle varie liste civiche o di partito navigano tra l’1 e l’1 virgola qualcosa. Resta da vedere se qualcuno di loro, dotato di particolare boria, ha capito che non se lo fila nessuno e che, se in passato è riuscito a ricoprire cariche prestigiose è stato per grazia ricevuta. Da Silvio Berlusconi.