

VITERBO – (roc) Ieri i ‘’renziani’’ viterbesi hanno formalizzato nero su bianco la candidatura di Antonio Delli Iaconi ad assessore allo Sviluppo economico, ma sull’ex derettore di Unindustria pesa il no del sindaco Michelini ad Andrea Egidi al suo ingresso in giunta all’indomani della vittoria del centrosinistra.
Intendiamoci subito: Egidi e Delli Iaconi hanno poco o nulla in comune, se non il fatto che entrambi non sono stati eletti in consiglio comunale e che, piccolo particolare, Michelini ha sempre sostenuto di voler contare su assessori che fossero anche consiglieri e non esterni.
La proposta dei cosiddetti ‘’renziani’’, termine disconosciuto tra l’altro proprio dal sindaco di Firenze che non vuol neanche sentir parlare di una sua corrente, rischia ora di provocare l’ennesimo lungo dibattito all’interno del Pd viterbese. Cosa di cui, probabilmente, non avrebbe bisogno né il partito, impegnato a passare senza lacerazioni un altro delicato passaggio della sua vita interna, né l’amministrazione Michelini che a questo punto dovrà decidere l’ottavo assessore in tempi brevi.
‘’Il sindaco – dice il suo vice Luisa Ciambella – non è stato mai pregiudizialmente contrario agli assessori esterni, ma una volta adottato un certo comportamento con il nostro segretario provinciale (Andrea Egidi, ndr) è difficile cambiare linea di condotta’’.
‘’Premesso che nel ragionamento non c’è nulla di personale – riprende la Ciambella – mi auguro che Delli Iaconi sia espressione di tutto l’associazionismo e non solo di una parte, anche perché il Pd credo sia chiamato a valutare se la disponibilità ad aprire alla società civile sia motivo di aggregazione o di divisione’’.
L’ipotesi resta dunque sul tappeto ma il precedente di Egidi rischia di farla arenare, a meno che il Pd non metta in moto una sorta di conta, e di contrapposizione tra ‘’Delli Iaconiani’’ ed ‘’Egidiani’’.
Intanto il tempo stringe e il sindaco vuole risolvere il problema entro questa settimana o, al massimo, all’inizio della prossima. E se, come si dice, sono in ribasso le quotazioni del piano b, ovvero quello che vedrebbe Filippo Rossi spostarsi all’assessorato allo Sviluppo economico e Francesco Serra prendere il suo posto alla presidenza del consiglio, allora si navigherebbe ancora in altomare.
Sempre che non si torni alla prima casella, quella che prima di Santa Rosa vedeva in pole Martina Minchella. Soluzione peraltro naufragata un po’ per le perplessità legate alla giovane età e all’inesperienza della ragazza per guidare un assessorato di peso e un po’ per le riserve di Francesco Serra al quale, dopo averla sostenuta all’elezione, non sarebbe piaciuto vederla ‘’flirtare’’ in altre aree geografiche del partito.