

GRADOLI - Sette mesi dopo l'arresto di Paolo Esposito, scadono oggi i 20 giorni dall'avviso di chiusura delle indagini concessi alla difesa per presentare istanze.
Improbabile venga richiesta un'ulteriore proroga di 10 giorni, come si era vociferato. L'avvocato Enrico Valentini, che con Mario Rosati assiste l'imputato, ieri mattina ha improvvisato una sorta di conferenza stampa per dire che, a questo punto, la difesa ritiene più opportuno velocizzare i tempi dell'udienza preliminare.
Al setaccio intanto pagine e pagine di intercettazioni telefoniche, dalle quali sarebbero già emerse novità di tutto rilievo a sostegno della presunta innocenza proclamata da Esposito fin dal primo giorno.
"Nei giorni immediatamente successivi alla denuncia della scomparsa di Elena e Tatiana, verso la metà di giugno, Paolo ha telefonato ad Ala (la cognata-amante, anche lei imputata di duplice delitto, ndr), dicendo di essere preoccupato per la piega presa dalle indagini".
"Qui me stanno a mette sotto - avrebbe detto Esposito alla Ceoban - chiama quell'amico di tuo fratello im Moldavia pè sentì se stanno là".
Secondo l'avvocato Enrico Valentini è la prova provata della sua innocenza.