ANNO 27 n° 271
Il Pdl pensa di ricandidare Giulio Marini
Il sindaco uscente riconquista posizioni. Ma le incognite restano
08/03/2013 - 04:00

VITERBO - (An. Ar.) Giulio: nel nome il destino. Come Andreotti (sette volte presidente del Consiglio, almeno ad oggi), la sorte di Giulio Marini potrebbe essere quella di ricandidarsi. A sindaco di Viterbo. Perché passano i giorni, le elezioni comunali s’avvicinano, e in zona centrodestra scarseggiano i cavalli su cui puntare. E alla fine la soluzione migliore – perché più comoda, e già testata – potrebbe essere proprio quella di ripresentare il primo cittadino in carica. Magari infiocchettando la manovra con qualche orpello, che in politica ci sta sempre bene.

Marini non ha mai detto di volersi ricandidare. A margine del commento sui risultati delle elezioni politiche e regionali, il 25 febbraio scorso, aveva soltanto accennato alle difficoltà che sarebbero toccate in sorte a chi avrebbe corso per palazzo dei Priori. Soprattutto con il boom del Movimento cinque stelle, primo partito a Viterbo: un sorpasso storico, che avrebbe dovuto far riflettere chiunque puntasse alla fascia tricolore. Con un messaggio da leggere tra le righe: piuttosto che arrischiarsi alla ricerca di candidature fantasiose, forse sarebbe meglio (ri)affidarsi alle certezze di chi il sindaco lo ha già fatto, o lo sta facendo. Cioè lo stesso Marini, che qui però non chiameremo usato sicuro.

A questo ragionamento manca un passaggio. L’impressione è che si possa arrivare alla ricandidatura attraverso soltanto un consenso unanime del centrodestra. Come dire: se glielo chiedono tutti, e con convinzione, ecco che Marini sarebbe costretto ‘’per forza’’ a dire di sì. E sarebbe insignito automaticamente di pieni poteri, almeno fino alla prima crisetta.

E altre ipotesi? Qualche giorno fa è circolato il nome di Francesco Battistoni, uno dei fondatori del centrodestra viterbese proprio insieme a Marini (a quei tempi, però, i rapporti tra i due erano molto più morbidi di oggi). Battistoni al momento è politicamente disoccupato, visto che non è stato ricandidato alla Regione. Ma non può certo bastare come condizione per presentarsi come sindaco, lui che tra parentesi non è neanche viterbese ma della provincia. E poi: siamo sicuri che tutti convergerebbero volentieri sul nome di Battistoni?

C’è poi la questione Fratelli d’Italia. Anche in questo caso erano circolati un paio di nomi, da quello di Paolo Bianchini a Gioia Maria Scipio. Ma che uno dei due possa trovare la strada spianata verso palazzo dei Priori è tutto da vedere: d’altronde, parliamo sempre di esponente di un partito satelliti (absit iniuria verbis) del Pdl, e i numeri sono ben diversi. Difficile immaginare anche che Fratelli d’Italia possa correre da solo, con una sua lista, per poi appoggiare il candidato Pdl in un eventuale secondo turno. D’accordo, sarebbe un buon modo per ''pesarsi'' ma poi cosa ne facciamo della tanto sbandierata unità del centrodestra?

Questo il quadro. Senza dimenticare che l’ingresso in scena di Leonardo Michelini sposterà verso il centrosinistra le truppe cammellate di Nando Gigli, oltre ai due transfughi Fattorini e Zucchi. E in ultimo ma non ultimo, ci sarà da fare i conti con Filippo Rossi e la sua Viva Viterbo, che spera di drenare consensi da entrambe le parti, ma forse più di qua che di là. E anche l’ex assessore Chiara Frontini ha lanciato con un video Viterbo 2020. Per la serie: la fila s’allunga.




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