

VITERBO - Confermare la custodia cautelare in carcere per Franco Fiorito, ex capogruppo del Pdl al consiglio regionale del Lazio, accusato di aver usato illecitamente i fondi del gruppo. E' questa richiesta del sostituto procuratore generale Alfredo Pompeo Viola nell'udienza di questa mattina, a porte chiuse, alla sesta sezione penale. La decisione dei supremi giudici dovrebbe arrivare in giornata.
I legali di Fiorito hanno presentato due ricorsi in Cassazione: uno contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Roma il primo ottobre scorso e confermata dal tribunale del riesame il 9 ottobre; l'altro contro il sequestro preventivo di alcuni beni dell'ex capogruppo Pdl al consiglio regionale disposto dal gip di Roma il 3 ottobre 2012.
Su entrambi i ricorsi il procuratore generale si è espresso per il rigetto e quindi per la conferma della custodia in carcere e del sequestro preventivo di alcune proprietà di Fiorito tra le quali la villa al Circeo e la jeep comprata per l'emergenza neve a Roma oltre a sette conti correnti italiani e quattro all'estero.
Gli avvocati di Fiorito, Carlo Taormina e Enrico Pavia, nei ricorsi in Cassazione hanno sostenuto la non corretta qualificazione giuridica del reato contestato a Fiorito accusato di peculato per essersi appropriato di quasi 1 milione 400 mila euro dalle casse del Pdl in consiglio regionale.
Secondo i legali, infatti, non si tratterebbe di peculato ma di presunta appropriazione indebita, e se venisse accolta la tesi della difesa da parte dei giudici di Cassazione questo farebbe cadere sia la custodia cautelare in carcere sia il sequestro preventivo.