ANNO 27 n° 270
Il rito della "maialata" rivive al Casaletto
GROTTE SANTO STEFANO - "Ammazzare il maiale una volta era un vero e proprio rito. “Si veniva qui al Casaletto, che allora era una stalla dove era stata ricavata anche una porcilaia in una sorta di seminterrato”.

A parlare è Marco Ceccobelli che ha pensato di far rivivere i suoi ricordi di bambino e farli “visitare” a chi voglia rivivere uno spaccato di cultura contadina.
Insieme a suo fratello Stefano, a suo padre Sauro Ceccobelli e ai suoi fedeli aiutanti Donatella e Paolo, infatti, ha organizzato all’agriturismo Il Casaletto di Grotte Santo Stefano la “Maialata, festa del maiale, del vino e dell’olio nuovo”.

“Ricordo – dice Marco Ceccobelli - che da bambino si partiva da casa insieme a mio padre verso le 4 di mattina per accendere il fuoco e scaldare l’acqua nel “callaro” che poi sarebbe servita a pulire il maiale. Nonostante la levataccia penso sempre a quelle giornate come a una festa. All’ora di pranzo tutto era compiuto e già si cucinava un po’ di maiale appena lavorato. Il pomeriggio, poi, si procedeva a ordinare tutte le varie parti dell’animale. Ognuna avrebbe avuto una propria funzione, che ancora oggi in molte zone resiste nel tempo. Ciò che non tutti sanno però è che la cosiddetta “striscia”, ovvero la parte più grassa del maiale, si metteva da parte per condire i fagioli, mentre le orecchiette e le zampe venivano condite con aglio e prezzemolo e servite come una sorta di insalata”.
“Da qui – continua Marco Ceccobelli – l’idea di riproporre un menu tipico per come l’ho vissuto io e per come ce lo hanno tramandato i nostri anziani”.

La “Maialata”, giunta alla terza edizione, si svolgerà dunque il 26, 27, 28 e 29 novembre, con possibilità di pernottamento, a base di antipasti della cultura contadina, fettuccine fatte in casa con sugo di spuntature, braciole e salsicce cotte rigorosamente alla brace nel grande camino che troneggia nel salone del Casaletto, tozzetti e ciambelline (“anche questi fatta dalla mamma” – ci tiene a precisare Ceccobelli), il tutto rigorosamente con vini della Cantina Trappolini di Castiglione in Teverina e olio del Frantoio D’Ubaldi di Sipicciano.
“Il nostro obiettivo – conclude Marco Ceccobelli - è quello di puntare sulla qualità e soprattutto recuperare e far conoscere le nostre tradizioni. Se fosse un’operazione commerciale i prezzi non sarebbero così contenuti (22 euro compreso lo spettacolo e 18 euro la domenica a cena ndr)”.



Facebook Twitter Rss