

Lo spostamento di parte della cubatura prevista in località Zitelle, dove la società Itet avrebbe dovuto edificare un Polo termale, al Barco, alle pendici della Palanzana, per Palazzo dei Priori è un affare. E non pregiudica la nascita dello stesso Polo Termale, previsto fin dai primi anni Settanta del secolo scorso e mai realizzato. Così, in sintesi, il sindaco Giulio Marini ha replicato alle opposizioni (Pd, Udc e Sel) che l’altro ieri, in una conferenza stampa congiunta, avevano accusato la maggioranza di affossare il Polo Termale, consentendo alla società di edificare 90mila metri cubi in appartamenti al Barco.
“La Itet – ha spiegato Marini -, in cambio dello spostamento della cubatura, cederà al Comune 25 ettari di sua proprietà alle Zitelle. Terreno che noi vogliamo utilizzare per edificare la ‘Città dello sport’. Inoltre, la società edificherà, come previsto, i 30mila metri cubi di strutture turistiche previsti”. E l’assessore all’Urbanistica Claudio Ubertini ha assicurato che Palazzo dei Priori vigilerà affinché l’edificazione dei 90mila metri cubi al Barco e i 30 alle Zitelle proceda di pari passo.
“In pratica – ha sottolineato Marini – verrebbe spostata al Barco solo la parte residenziale prima prevista alle Zitelle, mentre quella turistica resterebbe laddove era stata indicata circa 40 anni fa. In cambio, il Comune diventerà proprietario di 25 ettari di terreno in zona termale. Quindi – ha concluso -, Pd, Udc e Sel non l’hanno raccontata giusta”.
La storia del fantomatico Polo Termale alle Zitelle è lunga, controversa e, per alcuni aspetti, oscura. La Itet sbarcò a Viterbo negli anni Settanta. E pur avendo ottenuto il via libera all’operazione e il progetto fosse cantierabile, non ha mai iniziato i lavori. Nel 2006, qualcosa si muove e l’Itet deposita in Comune il progetto definitivo. Nel frattempo si era già cominciato a parlare dell’apertura al traffico civile dell’aeroporto militare di Viterbo e il ministero della Difesa aveva già bandito la gara per l’adeguamento della pista d’atterraggio. Quindi, il progetto dell’Itet stava per diventare incompatibile con il futuro ipotetico scalo. E da lì a poco si verifica l’inevitabile: all’inizio del 2007 l’Enac (Ente nazionale aviazione civile) comunica al Comune che almeno una larga parte del progetto delle Zitelle è assolutamente incompatibile con lo scalo aeroportuale.
Che fare? “L’Itet – ha sostenuto Marini – poteva chiedere al Comune un terreno su cui edificare la parte incompatibile del progetto. Ma non lo ha fatto. Ha però chiesto, come prevede la legge, di poter delocalizzare l’investimento su un’area di sua proprietà, quella del Barco, appunto. In più si è impegnata a donare all’amministrazione i 25 ettari alle Zitelle. Il resto sono solo strumentalizzazioni politiche”.
In merito alla proposta formulata dalle opposizioni di spostare il Polo termale dalle Zitelle alla Volpara, area di proprietà comunale, ha replicato: “Li c’è solo acqua fredda, quella termale sta in località Paliano, ed è stata già assegnata in concessione alla società Freetime. Di cosa vanno parlando?”.