Il sindaco Mazzola sul trasferimento della sede universitaria nell'istituto Barbarigo
Tarquinia, il sindaco Mauro Mazzola: «Non esistevano più le condizioni per far rimanere la sede universitaria nel convento di San Benedetto».
«Dopo alcuni giorni di riflessione ritengo utile intervenire per fare chiarezza sul trasferimento della sede universitaria di Tarquinia nell’istituto Marcantonio Barbarigo». Così il sindaco Mauro Mazzola apre il suo intervento in merito all’articolo apparso sul quotidiano “Nuovo Corriere Viterbese”, lunedì 14 settembre 2009, dal titolo «Le suore “scippate” dell’affitto». «Vorrei dividere l’aspetto dell’assistenza da quello della funzionalità di una struttura. – prosegue – Per il primo, se le suore vivono in una condizione di disagio, l’Amministrazione Comunale, attraverso i Servizi Sociali, interverrà per aiutarle.
Per il secondo, il convento di San Benedetto presenta oggettive carenze strutturali (la cui gestione non è di competenza comunale) relative alla presenza di barriere architettoniche, all’inefficienza dell’impianto elettrico, ai disagi causati dalla mancanza di un adeguato riscaldamento delle aule – nonostante il gasolio fosse acquistato dal Comune di Tarquinia –, all’incompatibilità di orari tra i vari utenti dell’edificio, che ospita il Liceo socio-psico-pedagogico e la clausura. Ciò avrebbe portato nel tempo a una sensibile diminuzione delle iscrizioni all’università, anche perché negli ultimi tempi ho ricevuto numerose segnalazioni di protesta da parte dei docenti e degli studenti». Fatta questa premessa il primo cittadino sottolinea un altro importante motivo che ha portato alla decisione di cambiare. «Al mio insediamento, nel giugno del 2007, ho trovato la sede universitaria ubicata nel convento. – prosegue - Anche se i costi erano eccessivi di fronte alla scarsa funzionalità dell’edificio per le esigenze didattiche, i problemi non sussistevano con la vecchia madre superiora.
I contrasti sono sorti invece con l’arrivo della nuova e si sono trasformati ben presto in divergenze insormontabili. Oltre a essere stato notevolmente aumentato l’affitto, infatti, mi fu chiesto dalla religiosa e da altre due persone un incontro, nel quale mi esposero il progetto di realizzare un ostello e dissero a chiare lettere che l’università doveva andarsene. Dopo la bocciatura del progetto e la scomparsa delle due persone, si nega tutto e si accusa l’Amministrazione Comunale. Amministrazione Comunale che si è quindi attivata per trovare una soluzione, vagliando le ipotesi di ospitare l’indirizzo di “Tecniche per il turismo e il territorio”, oggi “Lingue per il turismo” o nel convento di San Francesco o nell’istituto Marcantonio Barbarigo, su cui è ricaduta la scelta». Decisione assolutamente legittima. «L’edificio è moderno e funzionale alle esigenze di un polo universitario, possiede aule ampie e luminose e non presenta difficoltà per gli spostamenti delle persone diversamente abili. – conclude il sindaco – Infine il Comune di Tarquinia risparmierà oltre 10.000 euro all’anno, prendendo in affitto il doppio dei metri quadrati rispetto alla precedente ubicazione e un grande giardino alberato, con tre entrate, di cui una senza barriere architettoniche. Si lascino allora da parte l’“Altissimo, i santi e prelati, perché Dio sa vedere e provvedere senza il vostro aiuto”».