ANNO 27 n° 270
Il Tar: ''Stop ai rifiuti
di Roma a Viterbo''
Dichiarati illegittimi i decreti che autorizzano il trasferimento
07/07/2013 - 06:30

VITERBO – I rifiuti di Roma non potevano e non possono essere sottoposti a trattamento meccanico-biologico fuori della Capitale, in particolare a Viterbo, Colfelice e Albano. E’ quanto stabilisce la sentenza emessa ieri dalla seconda sezione bis del Tar del Lazio, che ha accolto, almeno in parte, i ricorsi presentati dalla Provincia di Frosinone, dal Comune di Albano e dalla Saf, la società che gestisce l’impianto i trattamento meccanico biologico di Colfelice.

Secondo i giudici del tribunale amministrativo, i due decreti firmati dall’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini, rispettivamente a gennaio e a marzo scorsi, sono parzialmente illegittimi, nella parte in cui autorizzano il commissario all'emergenza rifiuti di Roma a disporre il trasporto fuori della Capitale del ''tal quale'', cioè dei rifiuti senza alcun trattamento. Di conseguenza sono illegittimi anche i provvedimenti commissariali che individuarno gli impianti in ''differenti ambiti territoriali, adibiti e dimensionati alle esigenze locali'', nei quali far conferire e trattare quelli prodotti nella Capitale.

In pratica, il ministro Clini avrebbe conferito al commissario i poteri per disporre l’invio dei rifiuti fuori Roma in altre parti del lazio, mentre avrebbe dovuto limitarli ''alla continuità nelle azioni in corso per il superamento di tale criticità, ovvero tese primariamente alla realizzazione di una o più discariche per fronteggiare l'imminente chiusura del sito di Malagrotta e all'ampliamento di discariche esistenti indicate dalla Regione Lazio'.

''Tutto ciò è sufficiente - dice la sentenza - a inficiare la legittimità dei decreti ministeriali impugnati. Ne deriva che i provvedimenti commissariali conseguenti risultano inficiati da illegittimità derivata, nonché da incompetenza e straripamento di potere con riferimento ai limiti che risultano previsti dalla legge istitutiva'.

Una decisione, quella presa ieri dal giudici amministrativi, che già domani mattina potrebbe essere impugnata dal nuovo ministro dell’Ambiente, che dovrebbe chiedere al Consiglio di Stato un provvedimento di sospensione urgente, al fine di evitare che tutti i rifiuti ''tal quali'' che i quattro impianti di trattamento di Roma non riescono ad assorbire restino per strada.




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