ANNO 27 n° 267
Il VBC Viterbo mette in riga la capolista Duca d’Aosta con un secco 3 a 0
Ragazzi che merle!! Ieri al Palavolley del Murialdo di Viterbo uno spettacolo travolgente e appassionante di pallavolo d’alto livello. Il sestetto viterbese di Jacopo Iacovacci era chiamato alla prova del fuoco, la partita campionato, l’apoteosi di mille sacrifici, l’aggancio per i play off o un viaggio all’inferno. Ospite scomodo, anzi scomodissimo il Duca d’Aosta con una formazione rodata ed agguerrita, ragazze che giocano con grinta e testa. Sono venute in terra di Tuscia per tre punti di tranquillità, considerato che dovranno presto osservare un turno di riposo. Sono venute con le idee chiare e anche all’aspetto le senti minacciose nel loro completino azzurro in tinta unita. Giunoniche e preparate, perfette a volte, con al seguito anche un numeroso pubblico. L’aspetto dà la dimensione del posto in classifica che si sono guadagnate, non c’è di che altro dire, sono la capolista e lo fanno notare. Iacovacci ha preparato per tutta la settimana questo importante appuntamento, ha parlato a lungo con le ragazze e le cose da fare non erano poi così tante. Starci con la testa, mantenere la concentrazione e fare quello che si sa fare per tre set. Le giovani viterbesi sono reduci da una striscia di campionato in cui sono venuti a mancare supporti essenziali per la crescita del collettivo. Prima l’assenza del palleggiatore titolare per due mesi, poi la fase di recupero, gli impegni intermedi e lo scombussolamento programmatico del lavoro in palestra. A discapito della condizione di forma, sia fisica che tecnica, sono venuti ad aggiungersi gli infortuni di giocatrici importanti che hanno condizionato cambi e allenamenti. Insomma lacrime e sangue nei mesi di gennaio e febbraio, dal 2° posto al 4° in classifica, tamponando con la seconda banda al palleggio per tre partite e mille altri adattamenti. Da due quasi tre settimane il lavoro si è stabilizzato e la condizione piano piano è tornata a valori accettabili. La continuità, seppur minima, del lavoro in palestra ha prodotto i suoi frutti. Le ragazze hanno ritrovato se stesse come gruppo, hanno riscoperto la piacevole sensazione di dare singolarmente per il gruppo, sapendo che è l’unica strada per andare lontano. Non diremo dell’andamento della partita, delle fasi in cui l’una prevaleva sull’altra per poi vedere il VBC superare e vincere. Non diremo degli acuti dei singoli, delle bellissime difese e degli slanci sulla rete. Non diremo della bella lotta delle ragazze in campo e del Duca d’Aosta veramente al massimo. Ci limiteremo a dire di aver visto in campo una squadra coesa, di ragazze, quelle del VBC Viterbo, che si sono guardate negli occhi e che si sono trovate. Abbiamo sentito nell’aria la loro straordinaria voglia di vincere, di farlo insieme, per evitare di essere annientate singolarmente. Abbiamo visto una squadra con la esse maiuscola, impavida e determinata, che ha saputo gasarsi e reagire nei momenti difficili. Hanno piegato le valchirie romane con orgoglio e tenacia. Hanno saputo rosicare l’osso fino a spezzarlo. Bellissimo il terzo set, con un viaggio all’inferno di meno 4 punti per un terzo della partita. Interminabile inferno, ma le ragazze del VBC Viterbo hanno lottato punto su punto con i denti e la passione di chi ama questo sport e la propria identità di squadra. Un abbraccio punto su punto, goccia di sudore su goccia, incontro di sguardi e voglia di vincere trasmessa ad un pubblico drogato ed impazzito per la magia di quell’ardore. Una valanga, un’eruzione dall’inferno, per spezzare la schiena alla valorosa capolista, che pure non ha regalato niente. Che spettacolo! Pure adesso, su questa tastiera, le dita corrono più veloci del pensiero, tanta è ancora la residua emozione di ieri nel raccontare di quelle splendide ragazze. I complimenti vanno a tutte, nessuna esclusa. Hanno saputo interpretare quello che non dovranno più dimenticare da adesso ai play off. Questa squadra con questo cuore, può fare la differenza e pretendere un posto di assoluto rilievo nei play off. Splendido il saluto delle ragazze in campo a fine partita, al pubblico ma in particolare a Francesca Flemma, la banda infortunatasi qualche settimana fa e che non manca mai di essere a bordo campo per vivere con le compagne le gioie e le ansie di sempre. C’è squadra, c’è collettivo. Hanno scritto, con questa granitica vittoria, una pagina importante di questo campionato. Sono certo che indietro non si torna e che ognuna di loro saprà dare tutto quello che serve, anzi di più, e lo hanno dimostrato. Grazie ragazze e via così fino alla serie C.



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