

VITERBO - Si sono svolti oggii a Viterbo, nell'area operativa dell'aviazione dell'esercito, i funerali del colonnello pilota Roberto Caruso, protagonista di tante missioni di pace sotto la bandiera delle Nazioni Unite.
“Le sue capacità professionali e le doti umane lo hanno reso in patria e nelle tante missioni di pace – a partire dal Libano con il generale Angioni - un elemento di punta” - ha detto il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, che ha conosciuto personalmente Caruso a Beirut.
“Era uno su cui potevi contare in ogni momento e per qualsiasi evenienza. Un soldato - ha ricordato ancora De Mistura - che ha servito a più riprese con distinzione sotto la bandiera dell'Onu nei teatri più delicati”. “L'impegno costante del comandante Caruso è stato un esempio per tantissimi militari dell'Aves” - ha aggiunto De Mistura.
Alla funzione, officiata dal vescovo di Viterbo Lino Fumagalli, intorno ai familiari si sono raccolti in tanti, tra civili e militari, fino a riempire la grande e moderna struttura del 28° “Tucano”, normalmente adibita a ricovero per gli aerei.
In prima fila il comandante dell'aviazione dell'esercito generale Enzo Stefanini, il comandante del Goi generale Marco Bertolini, il comandante del comando logistico di proiezione generale Antonio Satta, il comandante della brigata Folgore generale Massimo Mingiardi, il comandante della brigata Friuli generale Antonio Bettelli, il presidente dell'Anae generale Antonio Lattanzio, i generali Chiavarelli, Fiore, Monticone, e Turetta.
La bara, avvolta dalla bandiera tricolore e portata a spalle da paracadutisti incursori ed aviatori dell'esercito, ha percorso il corridoio azzurro nel silenzio e nella commozione dei presenti, “avviandosi attraverso le grandi porte verso il cielo. Così come fanno i velivoli” - ha detto il vescovo Fumagalli.