

Riceviamo e pubblichiamo:
Il Sole 24 Ore di oggi richiama lo studio della Sogin e la mappa dettagliata dei luoghi potenzialmente idonei a costruire un deposito di scorie nucleari. Tra i possibili siti vengono indicati soprattutto il Lazio settentrionale (spicca il Viterbese) e la Toscana meridionale (Grossetano e Senese).
Siamo sempre più preoccupati per la superficialità e l’arroganza del potere centrale che impone scelte devastanti per l’Italia e per i territori locali senza avere poi il coraggio di andare avanti visto che il Presidente del Consiglio (sempre più pro tempore) si è precipitato a bloccare lo studio della Sogin.
Siamo preoccupati, inoltre, per il silenzio dei nostri amministratori locali che per convenienze di partito non si esprimono con la nettezza che meriterebbe la difesa del proprio territorio. I Presidenti di Regione e Provincia decideranno prima o poi di manifestare con forza il proprio pensiero sul ritorno al nucleare e sulla sciagurata ipotesi della costruzione della centrale a Montalto e, notizia di oggi, dell’individuazione sul nostro territorio dei siti per il deposito delle scorie radioattive? O continueranno invece a far finta di nulla, senza intraprendere alcuna rilevante iniziativa politica e amministrativa?
La nostra posizione è chiara. Il futuro energetico è nelle fonti rinnovabili. Il nucleare è anti economico e pericoloso per i problemi non risolti relativi ai siti e allo smaltimento delle scorie. Siamo pronti, insieme ad altre associazioni, ad iniziare la raccolta delle firme a favore della legge di iniziativa popolare per l’efficienza energetica, lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e contro il ritorno al nucleare in Italia. È una battaglia fondamentale per l’Italia e il nostro territorio. E’ una battaglia di diritto e di autonomia dei territori. E noi, che vogliamo bene all’Italia e alla Tuscia, ci saremo.
Paolo Felice
Coordinatore Associazione ecologisti democratici della Tuscia