ANNO 27 n° 265
In arrivo gli sfratti per 40 abusivi circa
In città gli alloggi occupati sono un'ottantina, 60 dell'Ater e il resto del Comune
16/11/2013 - 04:01

VITERBO - Il caso di Tiziana Maccarone, la donna disoccupata, madre di tre figli, che ha occupato una casa popolare dell'Ater in via Tagete e che il 3 dicembre prossimo, dopo una serie di rinvii,  verrà  sfrattata, è solo la punta dell'iceberg dell'emergenza casa a Viterbo. Le famiglie in graduatori per ricevere un alloggio sono infatti oltre settecento, a fronte di una disponibilità, almeno sulla carta, di un'ottantina di appartamenti. Sulla carta perché ad oggi sono tutti occupati abusivamente. 

In trentasette-trentotto casi lo sfratto per gli abusivi è divenuto esecutivo e dovrebbe essere eseguito entro gennaio 2014. Ma da qui a dire che gli alloggi stanno per tornare effettivamente liberi ce ne corre.  Tra gli occupanti, infatti, ci potrebbero essere altri casi analoghi a quelli della signora Maccarone. ''Non potremmo certo lasciare in mezzo alla strada quei nuclei familiari che versano in condizioni di assoluto bisogno – spiega l'assessore ai Servizi Sociali di Palazzo dei Priori Fabrizio Fersini -, per questo siamo impegnati a trovare delle soluzioni alternative per i più indigenti''.

Ad avviso di Fersini, il vero problema è che da anni non si costruiscono più nuovi alloggi popolari. “Fare fronte all'emergenza con le attuali disponibilità - sottolinea – è pressoché impossibile. Tuttavia non possiamo rinunciare a ristabilire un criterio di legalità liberando le case occupate abusivamente per assegnarle a chi ne ha diritto''. 

Va anche detto che la situazione degli abusivi è stata lanciata incancrenire. La maggior parte delle occupazioni risalgono al biennio 2008-2009 e sono proseguite anche nei due-tre anni successivi. Ma gli interventi risolutivi, al di la delle enunciazioni, si contano sulle dita di una mano.

La crisi economica degli ultimi anni, inoltre, ha spinto molte altre famiglie sotto la soglia di povertà, aumentando in modo abnorme il bisogno di alloggi popolari e, di conseguenza, la guerra tra poveri alla disperata ricerca di una casa.




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