

La spinta a sentirsi abitanti di una sola città, di una sola regione, lo spirito del localismo urlato ed imperante, non è obbiettivamente mai stato tanto forte oggi ed in questo contesto che le città italiane più importanti sono diventate anche il simbolo di un’Italia più piccola, perché testimoni e nuove capitali di quel Paese che alternativamente si vorrebbe senza il Sud o il Centro, sperando in questo modo di lasciare ad altri i problemi che in 150 anni non si è saputo (o forse voluto) risolvere. Ma, per fortuna, cìè anche un’Italia che è cresciuta grazie a coloro che hanno contribuito ad unificare il linguaggio, primo fra tutti Dante, “In…canti d’Italia- L’Italia sì è desta?” performance teatrale ideata e scritta da Giuseppe Rescifina con Laura Leo, Giuseppe Rescifina, i maestri Maria Loredana Serafini, Luigi Gentile, Ferdinando Bastianini e il coro integrato “Schola incantorum” va in scena, in Prima nazionale, mercoledì 6 luglio alle 20,15 nel cortile San Carluccio a “Caffeina”.
E’ una performance, che, seguendo l’ormai collaudata formula di “Degustando con Dante Maestro di… vino” propone un particolare percorso letterario delle “italiche glorie” e delle ataviche afflizioni di una penisola che per secoli è stata esposta a invasioni e dominatori, vassalli e valvassori, despoti e insensibili predatori. Il cammino verso l’Unità è stato lunghissimo e molto sofferto, disseminato da atti di eroismo con protagonisti personaggi che nessun libro di storia cita e di donne completamente dimenticate. Scorrono, così, davanti a tutti cronache, episodi e patrioti, l’enfasi risorgimentale e l’antiretorica su eroi che hanno fatto l’Italia, ma hanno lasciato in giro figli illegittimi e tracce di atteggiamenti non proprio esaltanti.
Insomma il risultato a 150 anni dall’Un ità d’italia è sotto gli occhi di tutti e la performance sciorina vizi e difetti di un popolo che non è certamente un modello di perfezione. Tutto intercalato da canti per solista, grazie alla bellissima voce di Laura Leo accompagnata da Luigi Gentile e canti collettivi eseguiti dal coro “integrato” Schola Incantorum del Centro “Apertamente”,primo esperimento di integrazione di un coro di oltre venti elementi con inserimento di persone diversamente abili, frutto dell’intenso lavoro della direttrice, la Maestra Maria Loredana Serafini, del maestro Ferdinando Bastianini e all’impegno dell’Asl e di varie associazioni culturali e di volontariato.
Uno spettacolo proposto da TusciaE20 singolare di rara intensità poetica e di immancabile ironia.