ANNO 27 n° 269
Incontri Gentili, ''La dodicesima notte'' di Shakespeare
Il 9 e il 10 settembre alle 21 presso il cortile della sede della Provincia a Viterbo
08/09/2011 - 10:51

Saranno due serate davvero speciali quelle di venerdì 9 e sabato 10 settembre, quando la rassegna “Incontri Gentili” ospiterà nel cortile della sede dell’Amministrazione provinciale di Viterbo alle ore 21 l’esordio dell’edizione 2011 del Festival Quartieri dell’Arte, con la performance teatrale “La dodicesima notte” di William Shakespeare, in una nuova versione di Davide Carnevali e con la regia di Sandro Mabellini.

 

Umberto Petranca, Chiara Verzola, Alessandra Mattei, Caroline Pagani, Federico Fioresi, Giulia Zeetti, Giulio Federico Janni e Giuseppe Barbaro si alterneranno sul palco di Palazzo Gentili per portare in scena il capolavoro del Bardo. Esecuzione musicale a cura di Signori G. Nutrimenti Terrestri.

 

“La dodicesima notte” è la commedia che Shakespeare scrisse tra il 1599 e il 1600. C’è un naufragio che porta i protagonisti in Illiria, ci sono due gemelli che si perdono e ognuno dei due crede che l’altro sia morto, e ci sono i conseguenti sviluppi: equivoci e doppi intrecci, naturalmente amorosi. Il doppio, questa categoria teatral-letteraria che ha affascinato tutti, da Euripide a Plauto fino a Hoffmansthal e Pasolini, estrania e spiazza qualsiasi azione. Nella storia il doppio viene attuato con dei travestimenti: Viola che ama Orsino si spaccia per suo servo, perché vuole aiutare l’amato a conquistare Olivia, che a sua volta non vuole saperne di innamorarsi.

 

In questo modo Viola potrà stare vicino a Orsino e sperare che un giorno lui s’innamori di lei. Ma Olivia rimane affascinata da Viola e le cose si complicano di più anche perché Orsino si sente attratto da questo servo vestito da uomo ma dotato di modi gentili e spesso femminili. Lo spettacolo gioca sull’ambiguità dei personaggi, il femminile e il maschile vengono fuori in modi del tutto inaspettati: è una rappresentazione di parole, corpi e di voci dati in pasto agli spettatori; una specie di opera post-brecthiana sulla tematica dell’oggi. Davide Carnevali, giovane drammaturgo italiano che vive tra Berlino e Barcellona, ha scritto una sua versione della commedia, con la consapevolezza che tradurre Shakespeare oggi comporta comunque un tradimento; allora perché non tradire completamente rimanendo fedeli all’idea?”.

 

 

“Shakespeare è un mondo a parte - spiega Sandro Mabellini -. E l’impiego del termine mondo non è affatto casuale. In piena cono-addizione alla forma drammatica classica - quella chiusa, assoluta, un microcosmo che si riferisce solo a se stesso - la forma aperta di Shakespeare apre a un universo fantastico in cui l’unità di tempo, di luogo, di azione perdono consistenza, e la realtà appare trasfigurata. La fantasia shakespeariana non ha bisogno di regole; meglio ancora, pensa a creare essa stessa le sue regole, giocando con il potenziale della scena e la fantasia dello spettatore. In fin dei conti le opere del Bardo non sono scritte per essere rappresentate davanti al pubblico, ma per accadere nella mente del pubblico. Il coinvolgimento dello spettatore è essenziale; in questo modo Shakespeare può essere interpretato come il grande precursore di una tradizione teatrale che si affermerà in tutta la sua necessità con il teatro epico del secolo ventesimo, e nelle nuove forme di teatro contemporaneo definite post-epiche, post-drammatiche, o come voi volete. Così questa versione de “La dodicesima notte” non vuole solo restituire alla contemporaneità alla commedia shakespeariana, ma vuole essere anche e soprattutto un’indagine a partire dalla contemporaneità sul testo stesso, sulla scrittura shakespeariana e sui principi che regolano la costruzione delle sue commedie. Riaffermando così la forza del teatro, che si rivela solo nel qui e ora della scena e nel coinvolgimento dello spettatore. Chiamato a riflettere, ma soprattutto a essere partecipe di un’esperienza che gli offrirà un nuovo sguardo sulla realtà”.

 

 

Sandro Mabellini è nato a Brescia nel 1971; si è diplomato nel 1992 alla Scuola di Teatro di Bologna, specializzandosi nel 2004 con Luca Ronconi come regista, nel 2007 con la Socìetas Raffaello Sanzio come performer, nel 2009 con Ariane Mnouchkine e il Theatre du Soleil come attore e nel 2011 con Fanny & Alexander e Jan Fabre sempre come performer. Fra le sue regie, “Un altro Amleto” di Magdalena Barile, “Nel lago” (creazione con Ambra Senatore) e “Tu (non) sei il tuo lavoro” di Rosella Postorino, “Dracula” e “The other side” di Dejan Dukovski, “Comuni mortali” di Tiziano Scarpa, “Il gabbiano” di Martin Crimp, “Qualcuno arriverà” di Jon Fosse, “Sciame” di Toni Negri, “Magnificat” di Alda Merini, “Albatros” di Fabrice Melquiot, “L’amante” di Harold Pinter.

 

Davide Carnevali è nato a Milano nel 1981, vive e lavora tra Berlino e Barcellona, dove è dottorando in Teoria del Teatro presso la Universitat Autònoma e l’Institut del Teatre. E’ curatore della pubblicazione di opere di drammaturgia spagnola e iberoamericana per la Ubulibri. Scrive per diverse riviste, fra cui Hystrìo in Italia e Pausa in Spagna. Come autore segue i corsi di Carìes Batlle presso la Sala Beckett e l’Institut del Teatre de Barcelona; amplia poi i suoi studi in Spagna e Germania con Martin Crimp, Biljana Srbljanovic, José Sanchis Sinisterra, Hans-Thies Lehmann, Simon Stephens, Martin Heckmanns. Nel 2009 con “Variazioni sul modello di Kraepelin” si è aggiudicato il Premio Marisa Fabbri al Premio Riccione per il Teatro, e il premio Theatertext als Hórspiel al Theatertreffen di Berlino; il testo è stato inoltre selezionato per il Forum Autori della Biennale di Wiesbaden 2010 e per il Festival de Nueva Dramaturgia Europea di Buenos Aires 2010.

 

Tradotto in tedesco, spagnolo e catalano, è stato presentato in Italia, Argentina, Spagna e Germania, dove la Deutschlandradio Kultur ne ha prodotto un radiodramma. Il suo ultimo testo “Come fu che in Italia scoppiò la rivoluzione ma nessuno se ne accorse” ha ricevuto nel 2010 il Premio Scintille del Festival Asti Teatro.

 

L’ingresso allo spettacolo ha il costo di 2,00 euro. Accesso consentito nei limiti dei posti disponibili. Tutte le manifestazioni della rassegna “Incontri Gentili” sono realizzate con la collaborazione di Enel e Banca di Viterbo – Credito Cooperativo.




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