

VITERBO - Sono iniziati oggi (26 ottobre) i lavori di recupero dell'affresco "Wall drawing" di Sol Le Witt, uno dei padri dell'arte concettuale e minimalista, realizzato nell'ex chiesa di San Giovanni degli Almadiani a Viterbo nel 1998 e ricoperto da uno strato di vernice bianca.
La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio ha autorizzato, infatti, l’avvio della fase preliminare al restauro, che consiste nella realizzazione di alcuni “saggi” di pulitura, che verranno eseguiti dal restauratore Emanuele Ioppolo, sotto l’alta sorveglianza della stessa Soprintendenza nella persona della dott.ssa Rosalba Cantone. Data la difficoltà e la delicatezza dell’intervento i lavori saranno realizzati con il supporto scientifico del Prof. Ulderico Santamaria, titolare della cattedra di Scienza e Tecnologia dei Materiali della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università della Tuscia.
L’auspicio di tutti è che il dipinto non abbia subito gravi danneggiamenti dovuti a manomissioni varie effettuate, nel corso degli anni, sulla parete che ospita il wall drawing.
A denunciare "lo sfregio" era stato Gian Maria Cervo, il direttore artistico di 'Quartieri dell'Arte', il festival internazionale della nuova drammaturgia. Cervo, ha documentato l'accaduto con un video in cui Le Witt è ripreso mentre realizzava l'affresco nella sala degli Almadiani, le cui pareti, oggi, sono inesorabilmente bianche. Immediatamente l'assessore comunale alla cultura Vito Guerriero, si era attivato per procedere al restauro del Wall drawing, che oggi è ufficialmente iniziata.
Le Witt , scomparso nel 2007, è stato un artista legato a vari movimenti tra cui l'arte concettuale e il minimalismo. È famoso per i suoi Wall drawings e le sue strutture, basate su semplici forme geometriche, che non di rado dialogano con l'architettura. Secondo la testimonianza dell’artista viterbese Pasquale Altieri che fu protagonista, in qualità di collaboratore di Ugo Ferranti, nell’organizzazione della mostra “Adieu”, alla quale intervennero oltre a Le Witt anche Daniel Buren, Cy Twombly e Jannis Kounellis, il dipinto venne coperto, a fine mostra, con uno strato di vernice bianca.