ANNO 27 n° 277
Insegna alfabeto alle superiori, anche stamattina aule vuote

TARQUINIA - Si sono presentati puntualmente all’ingresso dell’edificio scolastico ma nessuno lo ha varcato. Con loro c’erano molti genitori e, soprattutto tutti,  i compagni di scuola.  E non solo quelli della sede centrale, ma anche quelli della sezione distaccata. A nulla sono valsi i tentativi dei responsabili della scuola di arrivare ad una tregua. Ormai lo scontro tra gli studenti  dell’Isis (Istituto scolastico istruzione secondaria) di Tarquinia, e la professoressa di lettere che passa le ore di lezione a far ripetere loro l’alfabeto, dopo aver fatto l’appello più volte,  è diventato totale. “O lei o noi” ripetono i ragazzi. “O lei o i nostri figli” ribadiscono le tante madri presenti e i pochi padri che presiedono da ieri . 

Anche questa mattina, le forze dell’ordine, polizia municipale, carabinieri e agenti del commissariato di Ps, hanno eretto un cordone di sicurezza lungo la strada provinciale Porto Clementino, dove ha sede l’Istituto dedicato a Vincenzo Cardarelli, grande poeta tarquiniese.  Tutti quei ragazzi ammassati su una strada ad alta intensità di traffico potrebbero creare problemi di sicurezza.

Ieri, dopo la manifestazione di protesta, gli studenti in “guerra” con la prof hanno incontrato i rappresentanti d’istituto e hanno chiesto loro di unirsi alla protesta. La risposta è stata affermativa. Così, oltre agli aspiranti geometri e tecnici programmatori, si sono uniti anche quelli dei licei classico e scientifico.

Questa mattina,  inoltre, è stata lanciata una petizione che, in poche ore, ha raccolto centinaia di firme. Domani mattina tutti gli studenti si sposteranno a Viterbo per depositare al dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, Mauro Arena, la richiesta di allontanamento della prof. “Se non otterremo ciò che chiediamo – dicono gli studenti -, dalla prossima settimana sciopereremo a oltranza”. 

Sul fatto è intervenuto anche il preside dell'Isis Nicola Guzzone che ha affermato: ''Non rilascio dichiarazioni. Non ho alcun commento da fare''. Così il preside ha respinto gli assalti dei giornalisti e delle troupe televisive accalcate davanti all'edificio scolastico, mentre gli studenti gridavano slogan e issaveno cartelloni contro l'insegnante di lettere accusata di trattarli da dementi.

Secondo quanto si e' appreso, i responsabili della scuola, d'intesa con gli uffici scolastici provinciale e regionale, hanno deciso di muoversi con i piedi di piombo. La linea concordata e' quella della massima cautela. In primo luogo perche' la professoressa al centro della contestazione ha vinto un ricorso al Consiglio di Stato contro il suo trasferimento d'ufficio, disposto alla fine dello scorso anno scolastico. Inoltre, chiunque asserisse che ella non e' idonea all'insegnamento rischierebbe una denuncia penale per diffamazione.

''Anche se quanto sostenuto dai ragazzi fosse vero – dice un'insegnante – non  sarebbe facilmente dimostrabile. Il tutto dovrebbe passare attraverso una serie di verifiche, anche di carattere medico, che possono essere disposte solo dalle autorita' competenti''.

L'ufficio scolastico provinciale e i dirigenti dell'Isis, infine, vogliono evitare che si crei un pericoloso precedente, che potrebbe dare il la all'allontanamento di insegnanti ''sgraditi'' agli studenti, magari perche' troppo severi o esigenti sul piano dello studio.  




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