

Oltre 3.500 coppie di Torymus Sinensis, l'antagonista naturale del Cinipide del castagno, saranno lanciate nella primavera 2012 in tutti i castagneti del Lazio in aggiunta agli esemplari prodotti dal Centro di moltiplicazione Arsial di Caprarola, in provincia di Viterbo. Lo ha annunciato ieri a Vallerano, nel corso del convegno sulla crisi della castanicoltura, l'assessore alle Politiche agricole della Regione Lazio Angela Birindelli.
Birindelli ha anche annunciato di aver chiesto al tavolo tecnico del settore castanicolo l'abrogazione del divieto di lanciare il Torimus nelle zone a protezione speciale. 'La proposta - ha aggiunto - è stato inserita nella legge comunitaria annuale che dovrebbe essere approvata dal Parlamento nei prossimi mesi. Subito dopo potremo effettuare lanci anche al di fuori delle aree sperimentali indivudato in tutte le province del Lazio: Pescorocchiano (Rieti), Bassiano (Latina), Segni (Roma), Palestrina (Roma), Bassano Romano (Viterbo) e Caprarola (Viterbo)'.
L'assessore ha infine ricordato che la lotta biologica al Cinipide non ha alternative. 'L'uso di prodotti chimici, già sperimentato - ha ricordato -, non solo è stato ininfluente contro la vespa cinese, ma ha ucciso gli antagonisti autoctoni. Per questo la Regione Lazio, da un anno in qua, ha investito in impegno di personale e di risorse finanziarie per fronteggiare questa emergenza fitosanitaria molto preoccupante. Il settore castanicolo che nel Lazio - ha concluso - con oltre 6mila aziende, una produzione media regionale di 82,4 mila quintali e un valore medio di 13,4 milioni di euro, ha un'importante valenza economica, sociale e ambientale che va salvaguardata'.
In apertura del convegno, il sindaco di Vallerano Mauro Giovannini, ha dato atto alla Regione Lazio di aver rispettato, finora, gli impegni assunti a favore della castanicoltura. Ha però sostenuto che sarebbe opportuno reperire fondi per indennizzare le perdite subite dai produttori di castagne. Una richiesta, quest'ultima, sostenuta anche dai rappresentanti di una delle associazioni dei castanicoltori presenti, la Vallecimina. Birindelli ha risposto che difficoltà di ordine finanziario e le norme europee, allo stato, non consentono aiuti diretti.
Il presidente della Cooperativa agricola produttori castagne di Vallerano, Canepina, Monti Cimini, Angelo Bini, invece, ha detto che la castanicoltura non è afflitta dal problema Cinipide, ma da un sistema di problemi, come l'infestazione da Cynidia precoce, Cynidia intermedia, Balanino, ma anche dall'uso irrazionale dei mezzi meccanici che causano la distruzione del sottobosco e l'alterazione dell'umidità necessaria alla sopravvivenza dei nemodoti, antagonisti naturali di cydie e balanino. Infine, Bini ha auspicato l'avvio di un dibattito sull'istituzione di un parco naturale dei monti Cimini. to l'avvio di un dibattito sull'istituzione di un parco naturale dei monti Cimini.