ANNO 27 n° 260
“Istituto zooprofilattico: un punto di riferimento per il territorio”

VITERBO - Venerdì scorso (8 ottobre) l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Viterbo, Franco Simeone, ha visitato i laboratori della sezione viterbese dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana.

“Ho voluto visitare l’Istituto zoo profilattico – dichiara Simeone – per sottolineare ancora una volta il profondo legame che unisce la struttura scientifica viterbese con il territorio agricolo della nostra provincia. Tra i compiti dell’Istituto, attivo nella Tuscia da decenni, c’è infatti soprattutto quello di salvaguardare e difendere la salute dei cittadini nel contesto delle molteplici attività zootecniche del territorio”.

Presente a Viterbo dal 1952, la sezione viterbese dell’Istituto è stato uno dei primi laboratori istituiti tra Lazio e Toscana, dopo Roma, Firenze e Pisa. “In un territorio come il Viterbese – continua l’assessore Simeone -, che vanta un patrimonio zootecnico di 400mila ovini e 35mila bovini, di cui 15mila da latte, con tanti allevamenti di frisone italiane e chianine noti in tutto il mondo, la presenza di questa struttura sanitaria di ricerca è importante e indispensabile strumento per il controllo del patrimonio zootecnico attuale e per il suo sviluppo futuro”.

La sezione viterbese dell’Istituto è nata per il controllo delle malattie infettive del bestiame trasmissibili all’uomo, come la brucellosi o il carbonchio ematico. Con il passare del tempo, essa ha ampliato e affinato le proprie capacità diagnostiche: attualmente può contare su un’ampia gamma di attività che vanno dal monitoraggio delle più importanti malattie infettive diffuse tra gli animali da reddito, alle analisi microbiologiche sugli alimenti di origine animale e sulle acque in uso nelle aziende zootecniche. Rilevante anche l’attività di diagnostica generale, specie quella tossicologica, svolta in collaborazione col laboratorio chimico della sezione di Firenze, mirata prevalentemente ad accertare le cause della morte di animali (soprattutto cani e gatti) avvenuta in seguito ad avvelenamento accidentale o doloso. Da dieci anni, inoltre, la sezione viterbese dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana svolge attività di ricerca scientifica per conto del Ministero della Salute sulle encefalopatie spongiformi dei ruminanti (il cosiddetto morbo della mucca pazza), sulla paratubercolisi della degli ovini, sull’opistorchiasi e sul controllo microbiologico nelle aziende di lavorazione e trasformazione della carne suina. Da tempo, poi, il laboratorio di Microbiologia degli alimenti è utilizzato da molte aziende alimentari della Tuscia come riferimento per le analisi sui propri piani di autocontrollo (HACCP). Infine, negli anni passati è stata molto intensa anche l’attività analitica e assistenziale riguardante le produzioni di latte ovino e bovino.

“La sezione viterbese dell’Istituto – conclude l’assessore Simeone – rappresenta una realtà scientifica di grande qualità nella nostra provincia per il controllo delle tecnologie alimentari, per la protezione del patrimonio zootecnico, per la tutela dei consumatori e per la formazione del personale. Per tutti questi motivi sarà utile avviare una collaborazione ancora più stretta con l’assessorato all’Agricoltura della Provincia di Viterbo, con lo scopo di difendere la salute dei cittadini e le aziende del comparto”.




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