ANNO 27 n° 271
Istituzione “Fondo Regionale” per l’imprenditoria giovanile

Riceviamo e pubblichiamo

Illustre Governatore, vorrei esporLe una proposta, con l’auspicio che questa possa dimostrarsi valida e di supporto per migliorare le condizioni generali della comunità e quella dei giovani in particolare.

Attualmente condurre una vita normale (da un punto di vista economico), è diventata una vera e propria impresa, in quanto, quelle che prima erano scontate consuetudini, oggi sono divenute quasi privilegi: progetti di vita come il matrimonio, la casa, i figli, sono diventati un lusso, un beneficio destinato a pochi e, paradossalmente, di difficile realizzazione per le masse, più che acquistare un auto sportiva.

Quando l'ordinario diventa straordinario e i bisogni primari diventano improbabili, se non impossibili per molti, si perde la speranza e la fiducia nel domani e noi giovani siamo veramente demoralizzati.

Oggigiorno, Governatore, come tutti sappiamo, la Pubblica Amministrazione deve essere necessariamente snellita, per dare spazio a maggiori attività imprenditoriali al fine di rendere il nostro Paese di nuovo competitivo e queste opportunità devono destinarsi soprattutto ai giovani, se vogliamo che si mantenga quel benessere collettivo costruitosi negli anni e che ora si sta rischiando di perdere.

La maggior parte delle agevolazioni odierne rimborsa denaro a chi ha potuto già spenderlo o viene prestato a tassi agevolati  solo a chi ha già delle garanzie concrete per l'iniziazione del proprio progetto; pertanto, il risultato di questa logica non consente di aumentare il numero delle imprese e, di conseguenza, non aumentano i posti di lavoro.

Pertanto, arrivo alla mia idea: facendo alcuni tagli nei capitoli di spesa del Bilancio Regionale, sarà possibile ricavare risorse da destinare ad un Fondo di garanzia per istituti di credito; un Fondo di garanzia per i finanziamenti dei giovani aspiranti imprenditori.

Gli aspiranti imprenditori che non hanno la possibilità di intraprendere un’attività in proprio, potranno presentare un “progetto di impresa”, con allegato il curriculum vitae del candidato, corredato da idonea documentazione; una Commissione Regionale, nominata ad hoc, valuterà gli elaborati e attribuirà dei punteggi, come da prassi e, in base alla graduatoria, usufruirà  del Fondo fino al suo esaurimento.

 I tecnici preposti avranno il compito di valutare gli elaborati e se le idee saranno ritenute efficaci per la collettività e i curriculum professionali dei candidati considerati lodevoli, allora i giovani aspiranti avranno come garanzia un fondo Regionale, quindi non sarà l'ente ad erogare il denaro, ma l'istituto di credito scelto dal candidato (il fondo sarà solo una garanzia); pertanto, se   l'attività avrà una positiva evoluzione, il fondo non sarà intaccato mentre, all’opposto, se l'attività dovesse essere messa in liquidazione e si generasse una differenza negativa, il fondo la compenserebbe, con il risultato che, anche in questa sfortunata eventualità, comunque, si sarebbe messo in circolazione denaro e pertanto ricchezza.

Governatore, questa mia nota è da considerarsi “lettera aperta” e, in quanto tale, soggetta a qualsiasi giudizio o integrazione che possa servire ad arricchire un pubblico dibattito e stimolare migliori iniziative.

Distinti saluti.

 

Sandro Segatori

                                    UDC GIOVANI VITERBO




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