

12 settembre…..ancora due giorni al suono della campanella che, con il suo inconfondibile trillo stonato, sancirà l’avvio di un nuovo anno di scuola. Dovrebbe essere un tranquillo sabato, eppure alle 10 le aule dell’Istituto Tecnico Agrario di Bagnoregio si riempiono di alunni.
Qualche studente, amico di Pinocchio, si chiederà: “E chi sono codesti grulli? Non hanno nulla di meglio da fare che gironzolare per scuola quando ancora l’è bell’e chiusa?”.
In realtà ci troviamo di fronte ad alunni speciali; ragazzi che, a distanza di cinquanta anni, si danno appuntamento a scuola, la “loro” scuola, e chiedono al preside il permesso di poter rivivere, ricordandolo insieme, l’esame di maturità….
E ci sono proprio tutti: il secchione, lo spiritoso, il dongiovanni, il timido, il burlone, il bello, il disilluso, il sognatore e gli ospiti del convitto. Tutti emozionatissimi…chi non si sentiva troppo sicuro è stato accompagnato dalla rispettiva “fidanzata”.
La giornata inizia con la visita dei laboratori e, tra un ricordo e l’altro, arriva anche il “ritardatario”, prontamente giustificato dalla consorte, e quindi ammesso dalla preside ad unirsi al resto dei compagni.
“E’ stato interessante e piacevole intrattenersi con loro – dice la preside Paola Adami - ti tempestano di domande, ti sommergono di ricordi, ti stupiscono con l’energia e l’allegria che ti trasmettono. Ma il loro nostalgico incontro è anche una richiesta accorata: preside…la nostra scuola, come ce l’hanno ridotta! Faccia qualcosa, ce lo deve promettere…..”.
Si scattano foto proprio lì, davanti all’ingresso principale, dove dall’intonaco esterno cadono i mattoncini della facciata.
“Cosa dobbiamo fare – continua la professoressa Adami - per restituire all’Itas il decoro che merita? Quante lettere dobbiamo ancora scrivere alla competente Amministrazione provinciale? Quanti solleciti? E soprattutt: quanti studenti dovranno tornare a festeggiare il loro diploma mettendo il dito nella piaga? Peccato che la visita del Santo Padre nella terra di Bonaventura da Bagnoregio si sia fermata soltanto qualche metro più a nord dell’Istituto”.