

VITERBO - Chiesto dalla Coldiretti di Viterbo lo stato di calamità naturale per la castanicoltura della Provincia di Viterbo. Il raccolto 2010, infatti, sarà inferiore dell´85-90%, con punte del 95%, rispetto a quello della stagione 2009. I mancati incassi per i produttori sono di alcune decine di milioni di euro, ai quali vanno aggiunti quell´indotto. Gravissime le ripercussioni anche sul fronte occupazione.
"Abbiamo chiesto l´attivazione delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale per la produzione di castagne nel viterbese - dice il presidente di Coldiretti Leonardo Nichelini - a causa delle copiose e continue piogge che si sono verificate nel periodo primaverile ed estivo provocando la mancata `allegagione´ dei frutti. La situazione - aggiunge - è stata ulteriormente peggiorata a seguito del propagarsi dell´infestazione delle piante di castagno da parte del cinipide". Secondo Nichelini "il riconoscimento dello stato di calamità naturale da parte della Regione Lazio è inevitabile. I produttori quindi, segnalino agli organismi competenti il danno subito, in modo tale da ottenere i sopralluoghi dei tecnici".
La Tuscia copre il 30% della produzione regionale e l'8% di quella nazionale. Ogni anno vengono raccolti tra i 50mila e i 65mila quintali di castagne e marroni. La superficie coltivata é di 2.800 ettari. Circa un terzo della superficie totale è concentrata nel comune di Canepina (800 ettari).