ANNO 27 n° 259
La depressione la probabile causa dell'omicidio-suicidio

CANINO - Sconcerto e profonda commozione nel paese del viterbese all'indomani della tragedia che ha sconvolto la cittadinanza.

Giuseppe Bondi era un uomo molto rispettato e conosciuto da tutti, ritenuto una persona da bene e sempre premuroso ed affettuoso nei confronti della moglie.
Ed è forse questo amore così profondo nei confronti della sua compagna a far scattare in lui il raptus omicida: dalle prime ricostruzioni, infatti, gli inquirenti ritengono che la paura di perderla abbia portato l'uomo all'estremo gesto.

Bondi sembra soffrisse di depressione, stessa malattia che colpì il padre, il quale si tolse la vita nel '76 impiccandosi, ed il timore che la moglie potesse ammalarsi nuovamente di cancro lo può aver fatto crollare.

Ieri mattina, infatti, Lorena Zampetti avrebbe dovuto effettuare un controllo di routine in seguito al tumore al seno che quattro anni fa l'aveva colpita. Come sostiene il figlio, sotto choc per l'accaduto, il padre temeva fortemente che la donna potesse ammalarsi di nuovo.

Per evitare una sua possibile nuova sofferenza, l'uomo potrebbe aver deciso di "aiutarla" a morire: prima ha tentato di soffocarla con un cuscino e poi l'ha uccisa con una roncola.
L'uomo si è premurato anche che il figlio non venisse coinvolto nelle indagini, scrivendo un biglietto in cui si assumeva tutte le responsabilità prima di uccidersi impaccandosi nella taverna dell'abitazione.

La villetta ora è sotto sequestro ed i carabinieri e la scientifica avranno l'ingrato compito di ricostruire la dinamica dei fatti: anche per essere certi che la donna fosse completamente all'oscuro degli intenti del marito
Su disposizione del magistrato Franco Pacifici, oggi verrà effettuta l'autopsia dei corpi presso l'ospedale di Civita Castellana.




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