ANNO 27 n° 259
La difesa va sul banco degli imputati
Sei reti subite; ma si segna con più frequenza: serve maggiore equilibrio
20/02/2013 - 04:00

di Domenico Savino

VITERBO – Sei gol subiti in due gare, sei nelle precedenti otto. La trasformazione nella tenuta difensiva della Viterbese è un dato evidente. Fino alla trasferta di Todi il pacchetto arretrato della formazione gialloblù era stato quello che aveva maggiormente convinto, mostrando una certa solidità che comunque ha consentito di collezionare dieci gare senza sconfitte. I numeri non mentono e fotografano la realtà: dall’ultima battuta d’arresto (al Rocchi 1-2 contro il Casacastalda), la Viterbese aveva iniziato ad abbassare la saracinesca.

E infatti fino al viaggio in terra tuderte, Riommi era stato bucato solo in sei occasioni e la porta era rimasta immacolata quattro volte: Sansepolcro, Voluntas Spoleto, Sporting Terni e FiesoleCaldine le squadre i cui attacchi si sono infranti sul muro gialloblù. Poi qualcosa è cambiato: la Viterbese ha iniziato ad attaccare con più foga e in alcuni casi ha lasciato scoperta la retroguardia.

Nel calcio moderno la fase di non possesso (quella in cui la palla è tra i piedi degli avversari) è collegiale, parte dalla pressione degli attaccanti quando la squadra che si ha di fronte imbastisce l’azione; si sposta sui centrocampisti che devono fare filtro e quindi ricade sulla difesa. Questo processo non sempre quest’anno è accaduto alla Viterbese, nel senso che spesso la difesa si fa trovare impreparata sia sui tagli di chi gioca tra le linee (Coresi del Castel Rigone in quella posizione è stato molto pericoloso), sia sui lanci lunghi da cui sono nate reti subite o pericoli sventati per un soffio.

Tuttavia queste pecche sembravano essere state nascoste o comunque si reggeva meglio l’urto. Infatti nel girone di ritorno e fino allo spartiacque Todi , solo due i gol subiti, entrambi dal dischetto. La coppia centrale è formata stabilmente da Fapperdue e Ibojo e può avvalersi in seconda battuta di Pollini e Rapino. Sugli esterni si alternano gli under Ugolini (o Bellacima a destra), D'Alessio (o D'Ambrosio a sinistra): più preoccupati di tenere la posizione che di accompagnare in fase di offesa.

Il fatto che si subisca non vuol dire che la squadra resti impacciata in attacco: paradossalmente da quando si offende meglio, con più uomini  e con una migliore copertura dei sedici metri avversari, la Viterbese è ritornata a segnare, Vegnaduzzo non è più rimasto isolato e c’è una maggiore partecipazione al gioco d’attacco. Quindi è necessario trovare il giusto equilibrio tra la nuova vena realizzativa e questa fragilità.

Si potrebbe obiettare che da quando si è passati al 4-4-2 la Viterbese ha perso gli equilibri. E invece questo è semplicemente un dato temporale, giacchè il cambio di assetto tattico è coinciso con la trasferta di Todi e la difesa ha sempre contemplato quattro uomini, anzi il reparto che la precede ha usufruito dei un elemento in più. E c’è un altro fattore da considerare: il passaggio momentaneo al 4-3-3 con l’ingresso di Ciogli contro il Castel Rigone ha provocato qualche smottamento. Farris è nel pieno possesso della situazione e saprà come muovere internamente le pedine.

Non dipende dal cambio di modulo il fatto di subire troppi gol: si tratta nella maggior parte dei casi di errori di reparto. Se si riguardano le reti subite con il Castel Rigone - a parte la punizione di Coresi (un colpo fuori contesto per la serie D), sia in occasione del primo che del secondo gol umbro, la retroguardia è piazzata male e chiude in ritardo sulla ribattuta di Di Paola (vantaggio) e sul 2-2 di Ubaldi ha tempo di controllare e fare due finte in area di rigore. Stesso discorso si può fare per le tre reti di Todi (Tarpani libero in area due volte, Nucera di testa dopo un corner).

Insomma la Viterbese subisce con più frequenza, ma è altrettanto capace di creare grattacapi agli avversari. Se riuscirà a trovare il giusto equilibrio tra le due fasi sarà in gradoni fare un passo (o qualcosa di più) in avanti.

BASTIA, ECCO TRILLINI – Il Bastia, prossimo avversario della Viterbese, ha esonerato il tecnico Rosario Scarfone e ha ingaggiato Sauro Trillini. Dopo la sconfitta contro il Sansepolcro, gli umbri sono ripiombati in zona play out e occupano la quintultima posizione. Trillini ha allenato sia in Prima divisione (Martina Franca e Sambenedettese) che in Seconda (Fondi, Noicattaro, Monopoli e Jesina) e debutterà sulla panchina dei bastioli domenica contro la Viterbese.




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