

VITERBO – Ha dapprima ritrattato tutto, poi, incalzata dalle domande del Gip e sollecitata dai suoi legali, gli avvocati Ilaria Ceccarelli e Roberto Fava, ha parzialmente confermato quanto aveva dichiarato spontaneamente ai carabinieri al momento del fermo e subito dopo confermato al Pm Renzo Petroselli. Cioè di essere stata insieme con Giorgio De Vito, la mattina del 3 febbraio scorso, nella casa di Marcella Rizzello, la giovane di 30 anni assassinata a coltellate sotto gli occhi della figlioletta Giada di 14 mesi. E che a compiere il delitto sarebbe stato proprio il suo ex convivente.
Questo, in sentesi, lo svolgimento dell’interrogatorio di garanzia cui è stata sottoposto oggi Mariola Henryka Michta, la donna polacca di 34 anni, accusata di concorso in omicidio volontario aggravato e di concorso in rapina aggravata con De Vito.
Il Gip Franca Marinelli si è riservata di decidere sulla convalida del fermo. Scioglierà la riserva nel tardo pomeriggio di oggi, al termine dell’interrogatorio del De Vito, o al più tardi domani mattina.
La donna, secondo quanto si è appreso, quando è iniziato l’interrogatorio era ancora sotto shock. Ad aggravare il suo stato di prostrazione è stata un’abile mossa di De Vito che, mentre era rinchiuso in una cella del palazzo di giustizia, in attesa di essere a sua volta interrogato, l’ha chiamata ad alta voce tre volte: Iolanda, Iolanda, Iolanda (il nomignolo con cui tutti la conoscono). Non appena ha sentito la sua voce, la donna è apparsa terrorizzata, quasi incapace a parlare. E sarebbe stato quel terrore a spingerla a ritrattare tutto.
“Non sono mai stata nella casa di Marcella e il giorno del delitto non ero in compagnia di De Vito” ha dichiarato.
Sorpresi del suo comportamento anche i legali, che l’hanno invitata a calmarsi, a riflettere, a dire la verità. Ma lei è rimasta ferma sulle sue posizioni. Poi, sollecitata dai magistrati e, forse, tranquillizzata, ha parzialmente confermato quanto aveva dichiarato nei giorni scorsi. Ma la sua deposizione è stata confusa, frammentaria, a tratti inintelligibile.
Non appena la donna è stata riaccompagnata nel carcere di Civitavecchia, dove è rinchiusa da lunedì scorso, è iniziato l’interrogatorio di garanzia di De Vito. E’ presumibile che duri alcune ore.