ANNO 27 n° 260
La maestra torna in libertà
La donna, agli arresti domiciliari dal 6 marzo, patteggerà due anni di reclusione
05/06/2014 - 04:00

di Alessia Serangeli

VITERBO – E’ stato il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Viterbo, Franca Marinelli, a firmare il decreto che dispone la liberazione della maestra Caterina D., la donna tratta in arresto con il beneficio dei domiciliari il 6 marzo scorso dai carabinieri di Monterosi per maltrattamenti aggravati perché compiuti su minori di anni quattordici. E, nel caso specifico, le piccole vittime ne avevano appena tre.

Un caso che suscitò molto clamore e che levò il piccolo centro viterbese agli onori della stampa nazionale: la trasmissione giornalistica della rete ammiraglia Mediaset, “Mattino 5”, aprì la puntata del 10 marzo con il terribile episodio di cronaca avvenuto a Monterosi.

Le indagini erano partite nel mese di dicembre, dopo la segnalazione da parte di alcuni genitori che manifestavano sospetti circa la condotta della maestra. “Stando al racconto di mamme e papà, i bambini tornavano a casa da scuola con lividi ed arrossamenti e, quando all’indomani, chiedevano spiegazioni, l’insegnante raccontava la storiella della caduta accidentale”, avevano spiegato i carabinieri. Che, vista la delicatezza del caso e la necessità di agire con in tempi rapidi, erano riusciti ad ottenere il nulla osta dal magistrato per l’installazione di telecamere all’interno della classe. La mattina del 6 marzo, all’ennesimo episodio di violenza, i militari, che visionavano i filmati in diretta, erano intervenuti in flagranza, proprio nello stesso momento in cui la dottoressa Marinelli, emetteva l’ordinanza. Due giorni dopo l’interrogatorio di convalida e il colloquio con il magistrato: in entrambi i casi la maestra si era avvalsa della facoltà di non rispondere.

La conferma che le prove a carico della maestra erano solide erano poi arrivate dal tribunale della Libertà di Roma, che aveva rigettato il ricorso presentato il 14 marzo dall’avvocato della donna, Massimo Pistilli. Nell’istanza il legale evidenziava presunti vizi di forma sulle intercettazioni ambientali ma, per i giudici romani, “non sussiste alcun vizio formale circa i decreti autorizzativi della dottoressa Marinelli relativi alle riprese audio-video che, anzi, sono considerati ''formalmente inceccepibili''.

Non solo: in circa dieci pagine di motivazioni il collegio ribadiva che “i gravi indizi di colpevolezza, oltre che sui filmati, sono fondati su numerosi riscontri testimoniali”.

La scorsa settimana, il legale della donna aveva presentato istanza di patteggiamento a due anni di reclusione. Richiesta su cui il pubblico ministero Fabrizio Tucci, titolare del fascicolo, ha dato parere favorevole: proprio ieri il gip ha firmato il provvedimento, disponendo la liberazione della maestra Caterina.




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